Violenze in casa per i videopoker: a giudizio

5 Luglio 2014

Giovane di Ancarano sarà processato per maltrattamenti ed estorsione ai danni della madre

TERAMO. Minacce e violenze in famiglia per procurarsi soldi da spendere nei videopoker. Per questo motivo il 30 maggio scorso Carmine Lupi, disoccupato di 28 anni di Ancarano, era stato arrestato dai carabinieri in esecuzione di un’ordinanza del giudice. Ieri il giovane, difeso dall’avvocato Federica Di Nicola, è comparso davanti al gup Giovanni de Rensis per l’udienza preliminare al termine della quale è stato rinviato a giudizio per maltrattamenti in famiglia ed estorsione: il processo a suo carico si aprirà il 2 dicembre prossimo. Il comportamento violento del giovane andava avanti da diverso tempo, tanto che era già stato raggiunto da un provvedimento del giudice che gli imponeva di non avvicinarsi alla casa familiare. Lupi, stando alle indagini eseguite dai carabinieri, era solito chiedere delle some di denaro alla madre, some anche consistenti, per un totale di circa 5000 euro, che utilizzava quasi esclusivamente per il gioco d’azzardo. Quando non otteneva il denaro richiesto diventava aggressivo e violento nei confronti della madre e dei fratelli: urla, minacce e percosse erano diventate una scena usuale in quella casa. I familiari si erano quindi rivolti ai carabinieri per far cessare le violenze e la prima conseguenza era stato il divieto di avvicinamento imposto al 28enne. Provvedimento che il giovane ha ignorato andando nuovamente a casa della madre per chiedere come al solito dei soldi da giocarsi ai videopoker. Anche in questo caso minacce e violenze: nuova richiesta di aiuto da parte dei familiari e questa volta è arrivato l’arresto. Il giovane è finito a Castrogno e presto sarà processato perché gli inquirenti lo ritengono responsabile non solo di maltrattamenti in famiglia ma anche di estorsione nei confronti della madre.(e.a.)

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