«Visita negata al cimitero a un anziano invalido»
TERAMO. «Oggi, ancora una volta, ho avuto la triste dimostrazione dell'eccessivo "accanimento" nell'applicazione dei "Regolamenti" che disciplinano la nostra città... ma soprattutto della totale...
TERAMO. «Oggi, ancora una volta, ho avuto la triste dimostrazione dell'eccessivo "accanimento" nell'applicazione dei "Regolamenti" che disciplinano la nostra città... ma soprattutto della totale mancanza di buon senso, da parte delle persone a cui sono demandati i poteri di gestire talune situazioni».
Comincia così una lettera inviata al Centro da Davide De Berardis, che racconta un episodio accaduto ieri al camposanto di Cartecchio. «Mio nipote, maschietto di 5 anni, ha chiesto al nonno di accompagnarlo ad una visita al cimitero, per vedere dove riposano i defunti bisnonni. Lo scrivente, da buon figlio e da discreto zio, si è fatto carico di effettuare le operazioni di trasporto... Ma il desiderio di mio nipote non ha potuto aver luogo. Il problema principale è stato che il suddetto nonno, suo malgrado invalido al 100% , ha diritto ad entrare (in auto, ndr)nell'area del cimitero urbano di Teramo soltanto in determinati orari - e già questo presenta delle sfaccettature di discriminazione. Stamattina, tra le varie operazioni per far salire il nonno invalido in auto, andare a prendere il nipotino entusiasta, comperare i fiori... ci siamo presentati davanti alla sbarra dell'ingresso del cimitero alle 10.05 circa - solo 5 minuti oltre il limite imposto ai disabili per poter far visita ai loro cari trapassati. E proprio per questi 300 secondi di ritardo, ci siamo visti rifiutare l'accesso dapprima dall'operatore della Team, poi dall'impiegata allo sportello, infine dalla ferrea d.ssa Pollice. Quest'ultima, nonostante la scarsissima affluenza di persone che stamattina si aggiravano per il camposanto (forse 15 anime viventi, in tutto) è stata irremovibile nel volere applicare l'atavico e discriminante regolamento cimiteriale, negandoci l'ingresso con la nostra auto ed esortandoci ad utilizzare i "caddy" messi a disposizione dei meno fortunati... forse non conoscendo le difficoltà che si possono avere a tenere a bada un bambino di 5 anni e far salire un disabile su una di quelle macchinette.... o forse non conoscendo i tempi di attesa che possono intercorrere tra quando si viene lasciati a fare la visita e quando (e se) si viene ripresi....
Sta di fatto che, nonostante le mie pacate (ed evidentemente poco convincenti) proteste (...), nonostante tutto.... alle ore 10.30 circa ho dichiarato resa, e ho preso la decisione di accompagnare il nonno disabile a casa e riportare nuovamente il piccolo nipote al cimitero, almeno per limitare la delusione che ha avuto nel vedersi negata la possibilità di condividere questa esperienza con il nonno. Con la consapevolezza che le mie parole probabilmente cadranno nel vuoto, con la presente auguro a tutto il personale della Team di maturare un pizzico di buon senso e di non trovarsi mai in una situazione analoga a quella che abbiamo vissuto stamattina».

