Vita da dializzata: il libro-testimonianza di una teramana

15 Marzo 2015

Valentina, 31 anni, è malata ai reni da quando era neonata Con la propria storia promuove la donazione di organi

TERAMO. «Che gioia annoiarsi vivendo una vita normale...!». Questa frase può riassumere l'esperienza di Valentina Di Romano, una teramana di 31 anni malata di reni dall'età di sei mesi, dializzata a dieci anni, trapiantata con rigetto e di nuovo dializzata. E c’è proprio il racconto di una malattia che stravolge e cambia la vita, trascorsa tra ospedali e la voglia di avere quella normalità «che molti dimenticano, creando inutili problemi», nel romanzo autobiografico “Ho provato a essere normale, ma mi annoiavo”, edito da Tabula Fati, presentato ieri nella sala San Carlo del museo archeologico di Teramo. Le pagine di questo libro si tingono di una forte ironia, «l'elemento indispensabile per affrontare questo percorso. I miei genitori», ricorda Valentina, «mi dissero, da bambina, che la dialisi era una grande lavatrice che anzichè lavare i panni, lavava il sangue. Da qui ho iniziato a conviverci e le quattro ore nelle quali, a giorni alterni, mi sottopongo a dialisi sono diventate un momento che dedico a me stessa, che mi distrae e mi ispira pensieri positivi».

Valentina, o come scherzosamente la chiamano gli amici "Tiger" per la sua forza, vive a Pescara con il compagno, viaggia per recarsi a lavorare a Teramo ed è molto attiva. «La malattia bisogna prenderla con filosofia, senza piangersi addosso e smettere di sognare, vivendo intensamente ogni attimo. Non è stato facile vivere come i miei coetanei e non sempre è stato possibile. Tuttavia l'affetto dei cari, il sostegno delle associazioni, degli operatori sanitari e la voglia di normalità, che altro non è che la routine giornaliera e le piccole ma grandi cose, come una pizza con gli amici, un abbraccio, un sorriso, mi hanno dato la forza di guardare avanti. E in questo il titolo del libro è ironico: non potrei mai annoiarmi ad essere normale».

Questa storia, che è poi la storia di tante persone, ha il fine di porre l'attenzione sull'importanza della donazione degli organi. «Purtroppo nel 2014, in Abruzzo, circa il 50% di possibilità di ricevere organi da pazienti con morte cerebrale si è arrestato nel momento della decisione dei familiari a causa di una scarsa informazione. Per questo stiamo attuando una campagna di sensibilizzazione che parte da Valentina e trova sostegno oggi nelle parole di Mila Di Giovanni, caposala del reparto di emodialisi del "Mazzini" di Teramo», afferma Eleonora Corona, segretario regionale Aned. A tal fine, parte dei proventi della vendita del libro saranno devoluti dall'autrice alle associazioni Aned, Aido e Associazione Cistinosi.

Adele Di Feliciantonio

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