“Vita senza limiti”, dibattito con Englaro

TERAMO. Quali sono i limiti alla libertà di scelta? E' questo l'interrogativo che pone alla collettività Beppino Englaro, padre di Eluana, la giovane donna di Lecco che, dopo un grave incidente...
TERAMO. Quali sono i limiti alla libertà di scelta? E' questo l'interrogativo che pone alla collettività Beppino Englaro, padre di Eluana, la giovane donna di Lecco che, dopo un grave incidente stradale avvenuto nel 1992 è rimasta in stato vegetativo persistente fino alla sua morte nel febbraio del 2009, nel suo volume ispirato alla vicenda della figlia, dal titolo “La vita senza limiti”. Ieri pomeriggio la libreria Tempo libro di corso Cerulli ha ospitato un intenso dibattito sull'eutanasia, il testamento biologico e l'accanimento terapeutico, alla presenza di Englaro. Nel corso dell'incontro, al quale ha partecipato anche l’avvocato Tommaso Navarra, è stato ricordato che la richiesta del padre della donna di sospendere l'alimentazione, considerata un'inutile accanimento terapeutico, è stata accolta dopo oltre 17 anni dalla magistratura, con una sentenza della Cassazione, per la mancanza di ragionevoli speranze di ripresa ed in base alla volontà espressa dalla ragazza prima dell’incidente. «Noi eravamo a conoscenza fin dall'inizio della sua volontà, ma nessuno ha voluto crederci o ascoltarci», ha raccontato Englaro. «Per lei la morte faceva parte della vita e considerava una vera condanna il dover vivere in uno stato vegetativo per volontà degli altri», ha aggiunto. La vicenda di Eluana, che ha diviso l'opinione pubblica e acceso gli animi nel mondo politico e in quello cattolico, non ha ancora avuto risvolti normativi, così come ha anche sottolineato un medico teramano presente in sala. «E' vero, non esistono leggi in quest'ambito», ha confermato Englaro, «ma la sentenza della Cassazione ed i principi sanciti nella Costituzione contribuiranno di sicuro a dei cambiamenti».
Antonello Foglia
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