Vittima del Covid, altri sei mesi d’indagine

12 Settembre 2021

Si procede per omicidio colposo dopo la denuncia dei familiari dell’anziana, in tre sotto accusa

TERAMO. Altri sei mesi di indagini per fare chiarezza. È la proroga chiesta e ottenuta dal pm Andrea De Feis a scandire un altro passaggio dell’inchiesta con tre indagati per omicidio colposo aperta su un caso teramano finito alla ribalta dei media nazionali nei giorni della seconda drammatica ondata della pandemia. È quello che nel novembre scorso denunciò pubblicamente l’avvocato Domenico Giordano, docente universitario teramano, sulla morte della 79enne mamma Vincenza Gullì, uccisa dal Covid senza che, ha sempre sostenuto il figlio, fosse mai stata visitata a casa da un medico. L’inchiesta è stata aperta dopo la denuncia dei familiari della donna.
Il caso scoppiò nel novembre scorso quando l’avvocato teramano con un post su Facebook denunciò «un incubo fra menefreghismo, negligenze, rimbalzi di competenze e di responsabilità». Sulla vicenda, dopo la denuncia pubblica dell’avvocato, l’azienda sanitaria aprì una indagine interna per fare chiarezza e ricostruire i vari passaggi. Documentazione che, molto probabilmente, sarà acquisita anche nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria che dopo l’iscrizione degli indagati muove i primi passi con l’obiettivo di accertare eventuali negligenze o violazioni. Un caso, quello scoppiato nel novembre scorso dopo la denuncia dell’avvocato Giordano, subito approdato sulle tv nazionali. E in una trasmissione televisiva ci fu un violento scontro verbale tra il giornalista Alessandro Cecchi Paone e il direttore sanitario dell’Asl Maurizio Brucchi. La Asl presentò una denuncia per diffamazione e anche su questo la Procura teramana (il titolare del fascicolo è sempre il sostituto procuratore De Feis) ha aperto un’inchiesta. I fatti finiti al centro della denuncia per diffamazione avvennero nel corso della trasmissione “Storie italiane” di Rai Uno con un acceso scontro tra Cecchi Paone e lo stesso Brucchi con il primo che lanciò accuse sul sistema sanitario locale sostenendo che «per questo siete diventati zona rossa» e con Brucchi che rispose dicendo «venga qui sul campo a vedere come si lavora tutti i giorni».(d.p.)
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