Viviani vuole candidarsi sindaco con una lista civica

Alba, manovre in vista delle elezioni: dopo l ’espulsione dell’ex segretario rientrano nel Partito democratico big come Colonnelli, Casciotti e Giovannelli
ALBA ADRIATICA. Gabriele Viviani vuole candidarsi sindaco con una lista civica. L’intenzione non è ancora stata ufficializzata, ma viene direttamente dall’ex segretario del Partito Democratico di Alba Adriatica, espulso dal Pd nei giorni scorsi per le sue dure frasi contro i migranti irregolari pubblicate sulla propria pagina Facebook.
Frasi che non ha mai rinnegato, tutt’altro: proprio i difficili temi della sicurezza e della tutela del territorio, argomenti caldi che invadono da mesi il dibattito cittadino, saranno i suoi cavalli di battaglia nella campagna elettorale che la città si appresta a vivere in vista delle votazioni della primavera prossima. La sua candidatura a sindaco, ad ogni modo, sembra raffreddare la pista dell’accordo con l’ex leader del centrodestra Renato Rasicci, che non ha mai nascosto la propria volontà di scendere in campo come candidato sindaco, nonostante le voci di ulteriori contatti tra le parti negli ultimi giorni.
Viviani, però, non ha ancora sciolto i nodi sul suo possibile approdo in altri partiti. Per ora non parla, con le sue ultime parole ufficiali rilasciate per annunciare il ricorso contro l’espulsione inflittagli dalla commissione di garanzia del Pd. Nel frattempo, però, la sua fuoriuscita dal Pd ha provocato il rientro a bordo di un folto gruppo di pezzi “grossi” della storia del centrosinistra albense, rimasti a debita distanza negli ultimi anni, in special modo dopo la vittoria di Viviani al congresso del 2014: da Nicolino Colonnelli, a lavoro per ripresentarsi alle elezioni, agli ex sindaci Antonietta Casciotti e Franchino Giovannelli, anche quest’ultimo nella lista dei possibili candidati, ma anche Cesare Di Felice, Ivo Olivieri e Paolo Tribuiani, e non solo. Riconfermati dentro al partito Piero Pulcini, anche lui già a lavoro per una lista, oltre ad esponenti vicini alla consigliera di opposizione Gabriella Cichetti. Il segnale è chiaro: all’interno del Partito Democratico si tenta una nuova mediazione tra i troppi papabili candidati sindaco.
Viviani per ora ne sembra fuori, mentre i congressi per il rinnovo dei vertici del Pd fungeranno anche da “conta” del consenso dei giocatori in campo. Lo spauracchio, per il fronte dei rientrati nel Pd, è sempre quello: nel 2013 il centrosinistra divise il proprio consenso in almeno tre liste diverse se non quattro, regalando la città alla vittoria storica del centrodestra riunito da Rasicci e guidato da Tonia Piccioni. Questa volta, ad ogni modo, anche il centrodestra sembra ancora in pieno dibattito, tra l’impegno in prima persona di Remo Saccomandi, le voci dei contatti autonomi di Rasicci e la ricandidatura quasi scontata della Piccioni.
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