«Vogliamo aprire il Cirsu a tutta la provincia»

Mastromauro replica a Brucchi: Teramo entri nella comunità Rifiuti zero con Giulianova e Montorio
TERAMO. Non è caduta nel vuoto la bordata lanciata dal sindaco Brucchi al collega giuliese Mastromauro sulla questione dei rifiuti, invitandolo a non arroccarsi su posizione di campanile e a ragionare in termini di ambito provinciale.
«Punto primo il campanilismo. Non è un mio limite, nonostante io ami moltissimo la mia città». Mastromauro cita alcune sue esternazioni sull’area vasta Teramo-Giulianova-Atri-Nereto e sulla 'città lineare' tra le località costiere e alcune iniziative verso una pianificazione condivisa tra diverse città. Secondo Mastromauro «bisogna mettere insieme risorse, idee e progetti basati sulla volontà di risolvere assieme questioni e necessità simili, se non addirittura identiche, delle nostre comunità, evitando così duplicazioni e sovrapposizioni e, quindi, sperpero di denaro pubblico».
Sui rifiuti, Brucchi ha fatto riferimento al gestore unico, alla strategia “Rifiuti zero “e al Cirsu. «Giulianova è stata la prima città nella provincia ad aver bandito, nel 2012, il concorso europeo per la individuazione del gestore unico dei rifiuti. Questo primato ci rende orgogliosi ma saremmo contenti, proprio perché non amiamo i recinti e i particolarismi, che anche il capoluogo di provincia ci affiancasse. Auspico anche che Teramo seguendo Giulianova, prima in Abruzzo a farlo, e Montorio, che ha di recente dato la sua adesione, entri a far parte della Comunità Rifiuti Zero». Riguardo al Cirsu Mastromauro ricorda che si è «sempre impegnato affinché il Cirsu, oggi l'unico polo tecnologico pubblico in Abruzzo, fosse il riferimento di tutta la provincia di Teramo, evitando il nomadismo dei rifiuti che, si sa, ha comportato costi elevati. L'incontro del 17 dicembre con il governatore D'Alfonso, cui ho partecipato insieme con i colleghi di Mosciano, Bellante, Roseto, Morro d'Oro e Notaresco, ha avuto proprio l'obiettivo di fare in modo che i rifiuti dei comuni teramani venissero accolti e lavorati a Grasciano e non conferiti fuori territorio. A proposito. Il collega Brucchi ha detto che vorrebbe conferire l'indifferenziato a Vedelago. Intanto ricordo che le normative vigenti prevedono il conferimento agli impianti di prossimità: in altre parole a quelli più vicini. E poi il sindaco di Teramo forse non sa che il tribunale di Treviso ha dichiarato fallito lo scorso 18 dicembre proprio il centro riciclo rifiuti di Vedelago. Immagino che adesso il mio collega debba modificare i suoi intendimenti...».

