«Vogliamo un progetto condiviso»

Di Marco rilancia il referendum: non accettiamo soluzioni pronte
TERAMO. «Non vogliamo che i cittadini siano chiamati a esprimersi su una minestra già scodellata». A chiarirlo è Carlo Di Marco, presidente del comitato promotore del referendum sul progetto per il recupero del teatro romano, che risponde così a quanto annunciato dal commissario del Comune Luigi Pizzi sulla procedura prevista per la definizione dell’intervento.
Il prefetto che guida l’amministrazione cittadina, a margine di un incontro con tecnici, progettisti e rappresentanti degli enti finanziatori dell’opera, ha evidenziato che la soluzione progettuale indicata per il recupero funzionale dei resti di epoca imperiale sarà condivisa con la collettività non appena pronta. «Noi promuoviamo un referendum consultivo/propositivo per imporre, non a lei ma alla prossima amministrazione e al prossimo sindaco», scrive Di Marco in una lettera aperta indirizzata a Pizzi, «che cittadini, associazioni, comitati, tecnici ed esperti di questa città si esprimano sulla fase progettuale, partendo dall’ipotesi già approvata in consiglio comunale il 17 dicembre 2010».
Il presidente del comitato promotore, docente universitario di diritto costituzionale, sottolinea che il quesito referendario chiederà ai cittadini «se essi vogliono o meno che il futuro sindaco, non il commissario, li convochi a un forum cittadino per scegliere prima di qualsiasi procedimento, quindi anche prima di quello un po’ maldestramente proposto dal Commissario, l’orientamento popolare sul merito progettuale». Nella lettera Di Marco conferma comunque «il nostro auspicio di avere con lei un incontro al più presto nella fase di avvio del referendum, solo dopo che avrà avuto la compiacenza di ordinare agli uffici di dare risposta immediata all’accesso agli atti ancora fermo, questo sì in evidente violazione delle leggi sulla trasparenza». L’obiettivo resta d’indurre la futura amministrazione a convocare il forum subito dopo il suo insediamento. In caso contrario proseguirà la marcia referendaria promossa dal comitato. (g.d.m.)
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