Volontario stroncato da un malore

18 Gennaio 2017

Aldo Cardelli, vice presidente della Cives, è morto dopo una giornata passata a portare soccorsi per la nevicata

TERAMO. Una giornata intensa e faticosa come volontario della protezione civile, a guidare i mezzi, spalare la neve, portare il proprio disinteressato aiuto ai tanti concittadini alle prese con i disagi e le difficoltà di una nevicata eccezionale. Poi, il tempo di tornare a casa per qualche minuto a riposarsi ed è avvenuta la tragedia: stroncato da un infarto che non gli ha lasciato scampo. È morto così, nel pomeriggio di ieri, Aldo Cardelli, teramano di 61 anni, volontario della protezione civile nei ranghi della Cives, l’associazione teramana di cui era vicepresidente da anni. Una vittima del maltempo, e anche se non è ancora possibile stabilire con assoluta certezza un collegamento diretto tra il suo impegno di volontario e il malore che gli ha spezzato la vita, è molto probabile che lo sforzo compiuto durante la giornata abbia influito sulle cause della morte.

«Questo maltempo ha fatto una vittima», dice affranto il presidente dell’associazione Cives Mauro D’Ubaldo, ancora sconvolto per la perdita del collega e amico. «È una perdita grave, gravissima per me e la nostra associazione», ha appena la forza di aggiungere D’ Ubaldo, che ieri pomeriggio stava aspettando l’amico per riprendere insieme l’attività di soccorso quando ha avuto la tragica notizia. «Dopo una giornata di lavoro da volontario in mezzo alla neve», raccota ancora il presidente della Cives, «era andato a casa per cambiarsi i pantaloni che si erano bagnati. Lo stavo aspettando, non l’ho visto arrivare e e sono andato a vedere a casa sua....». Uno choc fortissimo, un dolore indicibile per i familiari, per Di Ubaldo, per i tanti amici ed estimatori del generoso volontario stroncato dal malore. Anche ieri, come sempre, non si era risparmiato. «Era un tipo molto attivo, era uno che non diceva mai “adesso smetto”, dovevamo dirglielo noi di fermarsi».

Cardelli lavorava nello stabilimento Amadori di Mosciano, dove svolgeva l’incarico di capo piazzalista, addetto alla conduzione dei mezzi. «Guidava qualunque mezzo, con grande entusiasmo, era bravissimo», dice ancora Di Ubaldo, ricordando come questa sua abilità risultava utilissima nell’attività di volontariato della Cives. Cardelli lascia la moglie e due figli, uno dei quali vive in Gran Bretagna dove svolge la professione di archeologo. Al momento in cui scriviamo i funerali non sono ancora stati fissati, ma dovrebbero svolgersi nella giornata di oggi.

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