Vomano, canali ostruiti: «Pericolo di esondazioni»

L’associazione ProVomano denuncia la mancata pulizia dell’alveo del fiume: «Gravi criticità, al centro c’è un’isola e la vegetazione chiude le arcate dei ponti»
PINETO. Gravi criticità per il fiume Vomano che rischia di esondare per i canali ostruiti a causa dell’incuria. A denunciare la situazione al limite, con tanto di documentazione fotografica tramite droni, è l’associazione ProVomano presieduta da Mario Cordone che nel controllo fatto a luglio ha riscontrato come la vegetazione spontanea non solo abbia ostruito diversi canali adibiti a sbocchi di sicurezza ma ha anche intasato le arcate dei ponti lungo la statale 16. In caso di piena gli effetti potrebbero essere devastanti per le zone a ridosso dell’alveo: Scerne di Pineto e Roseto. «Il fiume presenta gravi criticità», afferma l’associazione, «innanzitutto al centro dello stesso, anche a seguito dei lavori svolti negli ultimi anni, si è venuto a creare una sorta di isola invasa da una foltissima vegetazione. Alcune arcate del ponte stradale sono chiuse, altre, nonostante siamo in un periodo di secca, iniziano a essere intasate da tronchi e cespugli vari. Questa grande massa di verde in mezzo al fiume crea un grave pericolo per l’abitato. In caso di piena, infatti, l’acqua spingerebbe verso le arcate del ponte la foltissima vegetazione esistente – rami, tronchi e cespugli vari – provocando un totale sbarramento del deflusso con inevitabile innalzamento del livello dell’acqua e conseguente esondazione. Se a questa gravissima situazione si aggiunge la deviazione del corso verso Scerne, risulta del tutto evidente il pericolo incombente per la popolazione della frazione pinetese».
L’associazione ricorda come a seguito della grande esondazione del fiume Vomano che si verificò nel 1924, che provocò il deragliamento di un treno, la ferrovia fece realizzare un secondo argine protettivo sia per la linea ferroviaria che per l’abitato di Scerne. Tra il vecchio argine e il nuovo, cioè quello fatto realizzare dalla ferrovia, si è venuta a creare un’area chiamata zona golenale. «Questa zona», fa notare la ProVomano, «dovrebbe avere ancora la funzione di ricevere saltuariamente le acque del fiume stesso durante gli eventi alluvionali e svolgere così l’importante funzione idraulica di invaso di emergenza per diluire la piena e ridurre il rischio idrogeologico associato. Nel corso degli anni l’area golenale si è antropizzata e l’argine della ferrovia è stata tagliata in diversi punti. Dall’ultimo rilevamento effettuato si è potuto costatare che gli argini sono tutt’ora tagliati e nulla è stato fatto per impedire la fuoriuscita dell’acqua né da parte del Comune di Pineto, né dalla Provincia di Teramo. Nelle ultime alluvioni del 2009 e 2011, in quel punto, per il grande intasamento, il canale non riusciva a defluire verso il fiume e l’acqua si è riversata nell’abitato di Scerne. Per completare il quadro della situazione», conclude ProVomano, «i nostri associati hanno costatato ancora il totale intasamento del famoso “canale 3” che raccoglie l’acqua della collina e la porta al fiume, canale che ad oggi risulta totalmente ostruito». Le medesime problematiche di ostruzione dei corsi d’acqua sono state segnalate nel territorio di Pineto anche a Borgo Santa Maria dove nella zona tra il ponte Zappacosta e quello sulla statale c’è una folta vegetazione spontanea.
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