Vongole, il tratto tra Vibrata e Tronto torna zona di pesca

28 Agosto 2018

Si attende l’ok dello Zooprofilattico. Il Cogevo annuncia la sperimentazione di un attrezzo ecocompatibile

MARTINSICURO. Il tratto di mare che va dalla foce del fiume Vibrata a quella del Tronto potrebbe tornare ad essere zona di pesca per le vongolare del Cogevo. Ad annunciarlo è lo stesso presidente del consorzio Giovanni Di Mattia che precisa: «Dovevano essere eseguite dall’Istituto zooprofilattico cinque analisi per verificare la qualità delle acque. Di queste quattro hanno avuto buon esito. Siamo in attesa in settimana dell’ultima importante verifica che molto probabilmente potrebbe darci il via libera per tornare ad operare anche in quella zona». Intanto, lo stesso presidente Di Mattia è più che soddisfatto per l’ampia partecipazione di pubblico fatta registrare dalla terza edizione della “Vongolata al Molo” organizzata dai produttori Vocoter (Vongole Costa del Teramano) con il presidente Vespasiano Corsi. La manifestazione, ideata per la promozione e divulgazione della cosiddetta “paparazza”, ha registrato la presenza personaggi del mondo scientifico, culturale, politico, culinario ed istituzionale. Di Mattia naturalmente non perde occasione per ricordare le tante iniziative condotte e da realizzare per proteggere la regolare crescita e riproduzione del bivalve: «La semina messa in piedi nel 2017, grazie alla collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo, ha dato risultati lusinghieri che tutti gli operatori del settore hanno potuto apprezzare. Ma dobbiamo fare di più e meglio. Dal 15 settembre e fino al 31 ottobre osserveremo il previsto fermo di 45 giorni che vanno a sommarsi con i primi 15 giorni dello scorso mese di aprile durante i quali non siamo andati in mare. Questo nel rispetto del vincolo dei due mesi di riposo da osservare nell’attività di pesca. Un fermo complessivo che giudichiamo senz’altro positivo per il buon andamento del comparto, per la qualità del prodotto e per la migliore presenza ed offerta sui mercati».
Di Mattia, in vista del periodo autunnale, lancia un appello e un allarme: «Con le piogge in arrivo gli enti preposti dovranno controllare gli scarichi dei fiumi che spesso sono all’origine della moria delle vongole. In passato abbiamo avuto esempi eclatanti con danni rilevanti alla fauna marina costiera e alle nostre imprese». A breve il Cogevo dovrebbe presentare un progetto rivoluzionario per quanto riguarda la cattura delle vongole: un attrezzo da pesca di nuovissima generazione che inizialmente, in via sperimentale, sarà montato su pochissime imbarcazioni. Sarebbe in linea con l’eco-sistema marino e silenzioso e potrebbe riaprire ai vongolari le porte dell’Area marina protetta.
Alfonso Aloisi
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