Wash, all’Aquila le ragioni del no

27 Novembre 2019

Corposo dossier tecnico illustrato alla conferenza dei servizi. Sotto la Regione sit in dei cittadini

NERETO. Quelli depositati dal sindaco di Nereto, Daniele Laurenzi – l’unico ad avere titolo a partecipare alla conferenza di servizi convocata ieri all’Aquila per la Wash Italia – sono atti che si oppongono alla realizzazione della piattaforma di rifiuti liquidi non pericolosi progettata dalla società per azioni. E non sono atti politici, ma tecnici a firma di tre professionisti: un geologo, un chimico e un urbanista.
Relazioni depositate alla conferenza che, dopo diverse ore di audizione nella sede del Servizio valutazioni ambientali della regione di via Antica Salaria, costituiscono difesa e attacco contro il maxi depuratore. Dalla riunione non è uscito alcun verdetto e la conferenza avrà tempo 120 giorni dalla prima convocazione (di ottobre) per chiudere la procedura. Nel frattempo, il 20 dicembre, ci sarà un altro “pezzo” da portare in discussione perché al comitato Via è approdata la richiesta in sanatoria dei pozzi della Wash Italia. Anche qui arriveranno altre carte e il movimento contrario alla piattaforma farà sentire voce e presenza.
La delegazione di una sessantina di cittadini, in rappresentanza degli 8.500 che non vogliono il depuratore, ha manifestato ieri in maniera determinata e pacifica. Laurenzi ringrazia i comitati e i cittadini per il supporto e le dimostrazioni pacifiche, i colleghi sindaci dell'Unione dei Comuni per vicinanza e presenza, la II commissione permanente ambiente della Regione per la risoluzione e tutti i consiglieri regionali presenti.
«Oggi (ieri per chi legge, ndc) ho ribadito la forte contrarietà all'iniziativa della società privata. Ho chiesto all'autorità competente regionale e a ciascun soggetto, ente o amministrazione, un'attenta valutazione della documentazione prodotta dal Comune di Nereto con relativi riscontri in cui poter esprimere un parere puntuale e motivato su tutti gli aspetti e rilievi che abbiamo prodotto. Spiace sottolineare che, ad esempio, dall'Arta rispetto agli eventuali malfunzionamenti ci aspettavamo valutazioni diverse da quelle fornite attraverso l'invio di una fredda relazione. Aspettiamo fiduciosi le determinazioni del comitato Via». Sinteticamente, oltre alle argomentazioni prodotte dai comitati vari e associazioni, quella geologica dimostra come l’area non possa ospitare per conformazione e vincoli, un impianto come quello della Wash Italia, come pure il torrente non possa più ricevere scarichi. Le relazioni del chimico non propendono per l’installazione in zona di impianti simili mentre quelli urbanistici escludono tali impianti. Sull’aspetto sanitario (e dell’odore) fatto emergere da un parere di un medico, Laurenzi ha scritto alla Asl per le relative valutazioni.
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