Yacht finito sugli scogli: alla guida skipper giuliese

Nell’incidente ha perso la vita il proprietario inglese e in sei sono rimasti feriti Il comandante Mario Lallone è indagato per omicidio colposo e lesioni
GIULIANOVA. È un cittadino giuliese lo skipper da diporto che domenica scorsa, in Sardegna, era al timone di uno yacht di 21 metri finito violentemente sugli scogli. Nell’incidente ha perso la vita il proprietario dell’imbarcazione, Dean Kronsbein, imprenditore inglese di 61 anni. Lo skipper è Mario Lallone, 66 anni, esperto uomo di mare e profondo conoscitore del Mediterraneo. Il capitano ha attraversato più di una volta l’Atlantico al timone di una barca a vela, ha solcato per più di un anno le acque della Polinesia, ha lavorato come skipper tra Montecarlo, la Costa Azzurra e la Sardegna. Lallone è indagato dalla Procura di Tempio Pausania che ha aperto un fascicolo sull’incidente: le ipotesi di reato contestato sono omicidio colposo e lesioni. Con lui, per gli stessi reati, è indagato anche il comandante della Sweet Dragon, l'imbarcazione di proprietà della famiglia Berlusconi che, insieme a un'altra barca battente bandiera maltese, ha prestato soccorso.
Con una nota diffusa dalla direzione marittima di Olbia, sezione relazioni esterne diretta dal capitano di corvetta Francesco Colarullo, è stata ricostruita la vicenda. I fatti sono risalenti alle 20.50 di domenica 31 luglio quando la sala operativa della capitaneria di porto di Olbia ha ricevuto una chiamata di aiuto da parte dell’imbarcazione “Amore” battente bandiera italiana ed iscritta a Monfalcone.
Lo yacht, con 7 persone a bordo, ha iniziato ad imbarcare acqua dopo aver urtato gli scogli dell’isolotto di “Li Nibani”, a poca distanza di Porto Cervo, riportando notevoli danni tanto da renderne critico il galleggiamento. Il comandante Lallone ha immediatamente chiesto assistenza anche in considerazione di diversi feriti a bordo. Sul posto si è recata per prima la “Sweet Dragon” in quel momento in zona, provvedendo al trasbordo dei feriti. Le operazioni sono state coordinate dalla sala operativa della direzione marittima del Nord Sardegna coordinate dal comandante capitano di vascello Giovanni Canu che ha ordinato l’immediato intervento della “Sweet Dragon” ed ha altresì disposto l’invio di due mezzi navali da Olbia e da La Maddalena, oltre a coordinare l’assistenza del 118. Inutili si sono rivelati i tentativi di rianimare l’armatore di 61 anni di nazionalità britannica, soccorso in stato di incoscienza da una unità battente bandiera maltese presente. Per l’uomo sono in corso gli accertamenti per determinare le cause del decesso. Quattro delle altre persone a bordo sono state trasportate all’ospedale di Olbia, di cui 2 ricoverate con codice rosso e 2 con codice giallo. Si sono aggravate le condizioni della figlia di 27 anni dell’imprenditore deceduto, trasferita in neurochirurgia dea Sassari. La Procura ha disposto il sequestro della barca che, dopo i soccorsi alle persone, è stata rimorchiata fino al porto di Porto Cervo, anche al fine di scongiurare il possibile affondamento. In corso di accertamento se, tra le cause dell’impatto, abbia influito la velocità ed il tentativo di evitare altre unità presenti in quel tratto di mare. Il comandante Lallone è al momento a Porto Cervo.
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