Zennaro: «Qui serve una banca locale»

Il deputato M5S annuncia a imprenditori e professionisti che il governo sta lavorando per crearla
TERAMO. Uno dei problemi maggiori per le aziende teramane ed abruzzesi è quello dell’accesso al credito. Una difficoltà che interessa un po’ tutto il tessuto produttivo del sud Italia e rispetto alla quale il Governo sta lavorando a una banca del Mezzogiorno. Ad annunciarlo, ieri mattina, nel corso dell’incontro alla camera di commercio sulla legge di bilancio, alla quale il Governo sta lavorando proprio in questi giorni, è stato il deputato del M5S Antonio Zennaro, che ha evidenziato la necessità di una banca che supporti il territorio. «Io spero si possa partire entro il 2020», ha detto, «ma se questo non fosse possibile è chiaro che le imprese non possono aspettare. Per questo parallelamente si potrebbe studiare l’idea di una banca abruzzese, che dovrebbe tenere insieme tutti i soggetti e di cui potrebbero essere promotori le fondazioni di derivazione bancaria». Del resto quello della difficoltà di accesso al credito è stato un tema che ieri mattina è stato sollevato da tutti i rappresentanti delle associazioni di categoria, degli ordini professionali e delle organizzazioni sindacali presenti all’incontro, che hanno sottolineato come nel corso degli anni la scomparsa delle banche del territorio abbia influito negativamente su questo aspetto.
Nel corso dell’incontro Zennaro ha poi toccato il tema della ricostruzione, sottolineando la necessità di superare quel muro di burocrazia che oggi non permette di far ripartire i territori. «Mi sono scontrato personalmente contro quel muro», ha detto Zennaro, «insieme ai colleghi abbiamo dato vita a un emendamento sull’anticipazione dei pagamenti ai professionisti. È passato un anno ma non è stata fatta l’ordinanza». Zennaro ha poi toccato anche altri temi. «Ho lavorato sulla zona franca urbana, rispetto alla quale sono stati destinati 140 milioni ai comuni colpiti dal sisma», ha aggiunto, «ma ad oggi sono arrivate poche domande. Forse il meccanismo utilizzato, quello del credito d’imposta, non funziona. Per questo con i colleghi delle Marche stiamo ragionando sul modello Zes anche per le aree terremotate». Il deputato pentastellato ha poi sottolineato come i cinque stelle stiano lavorando anche sulla questione del completamento della pedemontana per la Val Vibrata e al rifinanziamento dell’area di crisi complessa con una rivisitazione dei bandi, fino ad oggi dedicati alle grandi imprese a fronte di un tessuto economico composto invece da piccole e medie aziende. (a.m.)
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