«Zero valutazioni di sicurezza sulle scuole di Sant’Egidio»

30 Settembre 2016

SANT’EGIDIO. «Gli edifici scolastici di Sant'Egidio non possono essere considerati "verificati" e "a norma" perché non se ne conosce l'indice di rischio di collasso, non avendo il Comune comunicato...

SANT’EGIDIO. «Gli edifici scolastici di Sant'Egidio non possono essere considerati "verificati" e "a norma" perché non se ne conosce l'indice di rischio di collasso, non avendo il Comune comunicato alla Regione la valutazione di sicurezza»: queste le parole dell'avvocato Orlando Coco, portavoce della dura protesta dei genitori degli studenti della cittadina vibratiana sulla sicurezza degli edifici scolastici. Spiega Coco: «Abbiamo chiesto alla Regione di fornire informazioni sui valori degli indicatori di rischio di tutti gli edifici scolastici del nostro Comune e se sono state eseguite le valutazioni della vulnerabilità sismica nei termini stabiliti (la scadenza era fissata al 30 marzo 2013) e secondo la normativa vigente (indagini e monitoraggi strumentali e modellazioni strutturali attraverso software, nel rispetto delle norme tecniche). E la Regione ha risposto che "l'unica documentazione rinvenibile sono delle relazioni e che la valutazione del rischio indicata è risalente al 2004 e non è sostitutiva della valutazione della sicurezza da eseguirsi obbligatoriamente ai sensi delle norme"».

Quindi le deduzioni: «I bambini, visti i crolli o distacchi in una scuola elementare, sono stati esposti a un rischio non rilevato e ancora attuale per il persistere dell'omissione delle verifiche prescritte dalle norme da parte del sindaco, del dirigente area tecnica e del dirigente scolastico. Infatti si è pensato di trasferire i bambini del plesso inagibile in altri edifici scolastici, vecchi, alcuni finora chiusi, in disuso (quello di Paolantonio), sempre senza aver effettuato le rilevazioni in oggetto in nessun edificio scolastico. Allora come può il sindaco rassicurare i cittadini dicendo che le scuole sono sicure perché hanno l'agibilità?». Parole, queste, che riattizzano il fuoco della polemica con il sindaco Rando Angelini e la sua amministrazione, cominciata dopo il sisma del 24 agosto e passata per una petizione con 300 firme che chiedevano al Comune gli esiti della valutazione di sicurezza eseguite nelle scuole secondo la normativa tecnica vigente.

Luca Tomassoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA