Zona franca e non solo Una mano a 8mila imprese

Vademecum dei commercialisti sulle agevolazioni finora rimaste ignorate
TERAMO. Se le agevolazioni previste dalla famigerata “zona franca urbana” probabilmente non serviranno poi tanto a compensare i danni subiti dalle imprese a causa del terremoto, l’ordine dei commercialisti prepara un vademecum per tentare di sfruttare al massimo tutte le possibili fonti di ristoro. Molte delle quali finora sono state ignorate, o quasi.
IL VADEMECUM. Mesi di lavoro, fatto da un’apposita commissione della Fondazione dei dottori commercialisti ed esperti contabili, per «fare una sintesi di tutta la normativa sulla zona franca: abbiamo riassunto i decreti sul terremoto e le provvidenze a cui possono accedere coloro che sono nella zona franca», spiega il presidente della Fondazione Massimo Mancinelli.
Un vademecum che sarà utile per tentare di orientarsi in una ridda di norme, spesso confliggenti e incerte, fa notare Franco Benini, membro della commissione. L’esempio tipico è l’incertezza che riguarda le partite Iva, che ancora non è certo se siano o meno ricomprese nella zona franca.
«Un rischio è lo scarso accesso alle agevolazioni dovuto alla confusione di queste norme», conferma Mancinelli, «i commercialisti e le associazioni degli imprenditori sono pronti a dare assistenza. Tanto che vorremmo creare un forum sul sito come supporto a chi vuole notizie e chiarimenti». Peraltro, fa notare il presidente dell’ordine dei commercialisti, Alberto Davide, «ci sono contatti con la Provincia per fare un incontro con il ministero e l’Agenzia delle entrate per avere dei chiarimenti sui punti più oscuri». Sebbene, fanno poi notare i commercialisti, i fondi a disposizione sono pochi. «Ci sono 197 milioni a disposizione per la zona franca e i tempi per accedervi sono brevissimi: stimiamo che, sulla scorta di quanto accaduto in Emilia, sarà soddisfatto fra il 10 e il 20% delle richieste».
IL CONVEGNO. Il vademecum sarà presentato in un convegno che si terrà venerdì alle 15 nella sala polifunzionale della Provincia, organizzato non solo dall’ordine dei commercialisti ma anche dall’Ance. «Di fronte a un decreto così importante vogliamo comunicare questa opportunità alle imprese, soprattutto le più piccole che non sono informate», spiega Raffaele Falone, presidente dell’Associazione costruttori, «si tratta di un ristoro che può migliorare l’economia. Certo, c’è una differenza di trattamento fra le imprese esistenti e le nuove, che sono avvantaggiate. Noi pensiamo di chiedere alle amministrazioni nel cratere una ulteriore defiscalizzazione per le nuove imprese ma che operano in un settore merceologico diverso da quello che esprime il territorio in cui insistono». Secondo i calcoli di costruttori e commercialisti potranno accedere alle agevolazioni dalle 8mila alle 10mila imprese nel Teramano.
ALTRE OPPORTUNITÀ. Ma c’è una sezione del vademecum che suggerisce una serie di opportunità che potrebbero essere colte dalle amministrazioni locali. «Per la prima volta», sottolinea Stefano Cianciotta, docente all’università di Teramo, «un ordine segnala alcune carenze che hanno impedito al territorio di rigenerarsi indicando strumenti di sviluppo e di crescita in una sorta di piattaforma strategica da cui le amministrazioni possono trarre suggerimento per lo sviluppo del territorio».
Orsola Flagiello, altro membro della commissione, segnala il bonus “Adotta un monumento” con un credito di imposta per favorire le donazioni a sostegno della cultura o l’art bonus per il terremoto, con donazioni per interventi di restauro di beni culturali di interesse religioso. Opportunità finora sfruttata solo per Villa Capuani Celommi a Torricella: sono le amministrazioni che devono prendere l’iniziativa. C’è poi la misura, inserita nel decreto del Mezzogiorno chiamata “Resto al sud” per aspiranti imprenditori under 35 o tutta la partita dei fondi europei.
«La nostra categoria vuole essere utile, per questo abbiamo elaborato una serie di suggerimenti che hanno una valenza sociale, ci piacerebbe essere più coinvolti dalle istituzioni per dare una mano al rilancio della nostra provincia», conclude Davide.
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