Zona industriale, continua il declino

21 Novembre 2018

Scerne di Pineto, molti dei cartelli “affittasi” sono stati cambiati in “vendesi”

PINETO. La zona industriale di Scerne di Pineto si svuota sempre di più. Girando tra le strade dove si sono gli stabilimenti si notano sempre più capannoni chiusi, con i cancelli serrati. Molti dei cartelli affissi davanti i recinti, che prima evidenziavano la parola “affittasi”, ora si sono trasformati in “vendesi” . Davanti agli stabilimenti chiusi si vedono attrezzature vecchie dismesse, rifiuti, calcinacci a dimostrare la chiusura irreversibile delle attività produttive. Un imprenditore della zona, che ha per così dire mollato la presa, sostiene che il problema «è da ricercare a livello nazionale, dove non ci sono politiche a favore delle imprese e dei giovani che vogliono mettersi in proprio». La sua attività è durata 3 anni. Ha lottato contro la congiuntura negativa e gli elevati costi per il personale ma alla fine ha desistito. La storia è simile anche ad altri che ci hanno provato e non ci sono riusciti.
Il Comune di Pineto mesi fa aveva avviato un percorso per poter conoscere le varie realtà produttive al fine di fare un censimento e costituire una rete di solidarietà. Il primo cittadino Robert Verrocchio proprio per contrastare la fuga delle ditte aveva predisposto uno stanziamento di 90mila euro da destinare alle politiche del lavoro, a progetti di occupazione ed alla nuova imprenditoria. Il Comune di Pineto inoltre ha recentemente anche stimolato lo studio preliminare per il progetto del ponte di collegamento tra la zona industriale di Roseto, in prossimità del casello autostradale, e quella di Pineto. Un’opera che forse potrebbe dare ossigeno alle aziende in difficoltà oltreché ridurre il traffico sulla statale 16. (d .f.)
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