Zona rossa addio, i sindaci «Ora non ci abbandonate»

Soddisfazione per la revoca delle restrizioni, ma ci sono timori per il futuro Il sindaco D’Ercole guarito dopo il secondo test negativo: «Si torna a sperare»
VAL FINO. I grossi blocchi di cemento a chiudere le strade da ieri non ci sono più. Quando una settimana fa ci fu la prima revoca di una zona rossa abruzzese, quella dell’area vestina, nessuno dei sindaci della Val Fino nascose l’ amarezza per il mantenimento dei vincoli. Era solo questione di tempo. Da ieri, dopo quaranta giorni, Castiglione Messer Raimondo, Montefino, Castilenti, Bisenti e Arsita non sono più zona rossa. Il governatore Marco Marsilio ha firmato la revoca dopo che la Asl ha comunicato un sostanziale miglioramento della situazione sanitaria. «L’attenzione deve restare alta», dice il sindaco di Bisenti Enzino De Febiis, «ma è evidente che questa revoca dà speranze alla popolazione. Dopo giorni di vittime e contagi si comincia a vedere uno spiraglio. Ma è fondamentale soprattutto per la nostra economia che deve essere sostenuta. Ci auguriamo che non ci siano zone rosse di serie A e zone rosse di serie B visto che ci risulta che a livello nazionale sia stato bocciato un emendamento per equiparare la nostra zona a quelle del nord in merito agli aiuti economici, a cominciare dalle partite Iva».
Gli amministratori sono concordi nel sostenere che sull’emergenza sanitaria la guardia deve restare alta. «Restano i vincoli imposti dai vari decreti», dice il sindaco di Castilenti Alberto Giuliani, «ma la revoca della zona rossa per la popolazione significa che il peggio è alle spalle e che piano piano si può ricominciare a sperare. È importante dal punto di vista economico, per la ripresa delle attività produttive, delle tante attività piccole e grandi che qui abbiamo. Ora ci auguriamo che ci siano dei sostegni economici ma non parliamo di assistenzialismo perché qui nessuno lo vuole. Servono dei sostegni per ripartire, per ricominciare, per sostenere la ripresa di aziende, piccole e grandi, che sono rimaste ferme per quaranta giorni».
Giuliani, che a nome degli altri amministratori ieri ha donato bottiglie di vino ai tanti operatori sanitari che da giorni sono nella zona rossa per eseguire tamponi sia a domicilio e sia nelle postazioni fisse, di una cosa è sicuro: «La gente di questo territorio, di tutta la vallata del Fino, è abituata a rimboccarsi le maniche, a lavorare, a fare sacrifici. Anche questa volta ci rialzeremo. Lo dobbiamo soprattutto a coloro che purtroppo non ce l’hanno fatta». A Castiglione, il centro della vallata più colpito dall’epidemia con 14 morti, la revoca della zona rossa coincide con la guarigione del sindaco Vincenzo D’Ercole contagiato dal coronavirus e che dopo quaranta giorni di isolamento e sorveglianza sanitaria è risultato negativo anche al secondo tampone di controllo. «La revoca della zona rossa e la definitiva guarigione sono arrivati nello stesso giorno», conferma il giovane amministratore, «quasi un segno del destino. Segnali importanti, anche se naturalmente l’attenzione sanitaria deve restare molto alta. La fine della zona rossa è fondamentale soprattutto per la nostra economia e serve a dare speranza alla nostra gente che ha vissuto momenti davvero molto difficili. L’istituzione della zona rossa ha sicuramente portato dei benefici nel contenimento dell’emergenza sanitaria e noi lo sapevano a tal punto che siamo stati noi ad insistere per averla. Proprio in virtù dei miglioramenti arrivati noi amministratori avevamo chiesto alla Regione di rivedere il provvedimento con l’obiettivo di salvaguardare la nostra economia fatta di tante piccole aziende e imprese oggi bloccate».
Dice la sindaca di Arsita Catiuscia Cacciatore: «Le restrizioni erano necessarie e i fatti lo hanno dimostrato. Ma noi amministratori abbiamo la responsabilità di una economia che deve ripartire. L’attenzione sanitaria deve sicuramente rimanere alta, ma serve una particolare attenzione anche per quella economica e per questo la revoca è giusta».
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