Zona rossa, sindaci soddisfatti «Così si può tutelare la salute»

19 Marzo 2020

I primi cittadini di Arsita, Castiglione, Castilenti, Bisenti e Montefino: «La gente vuole risposte» Primi casi in Val Vibrata, ad Atri e Cologna Spiaggia. Salgono a 18 i ricoverati negli ospedali

TERAMO. La zona rossa della Val Fino che diventa certezza, l’addio alle prime vittime senza funerale e i numeri drammaticamente in crescita nel Teramano: è l’ultima istantanea coronavirus nei giorni infiniti dell’emergenza. L’ordinanza firmata ieri dal presidente della Regione Marco Marsilio riguarda Castiglione Messer Raimondo, Arsita, Bisenti, Castilenti e Montefino e, nel Pescarese, Elice. Nessuno entra e nessuno esce, stop a tutte le attività produttive, garantita solo la vendita di alimentari e farmaci.
ZONA ROSSA E SINDACI. L’hanno invocata a gran voce, convinti che in questo momento di emergenza possa essere l’unica risposta possibile per la tutela della salute. Sono i sindaci della Val Fino che ormai da giorni fronteggiano situazioni difficilissime e sicuramente destinate a peggiorare. Primo fra tutto quello di Castiglione Messer Raimondo. Vincenzo D’Ercole, 30 anni, è uno dei sindaci più giovani d’Italia. È stato eletto nel maggio dell’anno scorso e sicuramente mai avrebbe pensato di dover affrontare una pandemia. «In questo momento non posso pensare a niente che non siano i mie cittadini», dice mentre corre da una parte all’altra del paese, «abbiamo 12 casi positivi e oggi ho dato l’ultimo saluto ai due anziani deceduti. C’eravamo io, il prete e, in un caso un familiare che non è in quarantena. Oggi io per la mia gente sono tutto: faccio da psicologo, consulente del lavoro, medico, amministratore. La zona rossa? Ci voleva, l’abbiamo chiesta e ringrazio il governatore». Sulla stessa lunghezza d’onda Catiuscia Cacciatore, sindaca di Arsita: «Siamo soddisfatti dell’ordinanza perché l’obiettivo è quello di tutelare le persone che in questa zona vivono. Si poteva fare prima? In questo momento i se e i ma non servono proprio perchè è una emergenza che cambia di ora in ora». Per il primo cittadino di Bisenti Enzino De Febiis «i contenuti sono quelli che ci aspettavamo, è la cosa migliore che si potesse fare». Ernesto Piccari, sindaco di Montefino, dice: «Spero che non sia arrivata tardi, è importante per le conseguenti azioni sanitarie». Alberto Giuliani, primo cittadino di Castilenti, è chiaro: «Io chiedo solo che i malati che si trovano a casa vengano seguiti. Oggi mi sembra che il diritto alla salute sia molto compromesso». Il bollettino Asl elenca 18 ricoverati nei reparti di malattie infettive e rianimazione degli ospedali di Teramo e Atri.
PRIMI CASI IN VIBRATA E ATRI. E tra i nuovi otto casi registrati nella provincia teramana c’è il primo in Val Vibrata, precisamente a Colonnella. Si tratta di un 69enne che si muove al nord per lavoro. Due casi anche ad Atri come comunica il sindaco Piergiorgio Ferretti: «Vista la diffusa e rapida evoluzione del diffondersi del virus, era inevitabile che anche la nostra comunità dovesse fronteggiare questa grave problematica che riguarda ormai tutto il territorio italiano».
ROSETO. I l sindaco Sabatino Di Girolamo, con un post sul profilo personale di Facebook, ha annunciato altri due casi. «Ho appreso informalmente dalla Asl», ha scritto, «che sono emerse due positività a Cologna Spiaggia, una a carico di un donna che sarebbe fortunatamente ancora asintomatica, e un’altra a carico di un uomo, che è in discrete condizioni avendo già superato il consueto stato febbrile con il supporto del medico di famiglia»..
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