Zona rossa, una mazzata per le attività

Il patron dell’Universo: «Senza aiuti sarà la catastrofe». Iezzi, leader dei negozianti pinetesi: «Finiti pazienza e soldi»
SILVI. La zona rossa decisa dalla Regione per i tre comuni della costa sud teramana? Una mazzata. Ne sa qualcosa il patron del centro commerciale “Universo” di Silvi Alessandro D’Eugenio, che ha investito diversi milioni di euro per la costruzione della nuova struttura sportiva e commerciale che doveva essere un volano per tutto il territorio. L’imprenditore fa trasparire tutto il suo sconcerto e afferma: «Le chiusure sono chiaramente legate all’emergenza sanitaria in corso, però adesso c’è un serio problema sociale ed economico che i nostri governanti devono prendere in carico. Purtroppo vedo molta rassegnazione e silenzio, se continua così il crollo di molte attività è dietro l’angolo. Noi all’Universo nel 2020 e 2021 abbiamo ridotto drasticamente gli affitti per i nostri negozianti e in alcuni periodi li abbiamo annullati, ma non possiamo andare avanti ancora. La Regione», continua l’imprenditore, «deve intervenire, finora non abbiamo visto un euro di ristori. Come centro commerciale stiamo finanziando i costi di gestione a spese nostre. Se la politica non ci darà una mano, a breve vedremo una catastrofe economica epocale. Gli affitti devono essere pagati dallo Stato e le tasse come Imu e Tari vanno eliminate se l’ attività non funziona».
Sara Trombini, titolare dell’erboristeria “Amica Natura” che fa parte del direttivo dell’associazione commercianti Silvi Com, dichiara: «I commercianti dopo un anno di pandemia sono stanchi, nei negozi di vestiti ad esempio si entra scaglionati a comprare e non vedo il problema di chiudere, al contrario nelle piazze delle città le persone vanno in giro senza problemi e non ci sono i controlli adeguati. La didattica a distanza poi ha complicato la questione considerando che chi ha un’attività deve prendersi carico anche dei bambini. La situazione è critica. Si vive nel limbo, non si sa quando riprendere a lavorare. Gennaio e febbraio già sono mesi poco piacevoli, adesso che si poteva fare qualcosa ci hanno chiuso».
L’acconciatore Carlo Pigliacelli, titolare della storica attività “Hair Carlo” di Pineto, non accetta la zona rossa: «È inconcepibile chiuderci così d’improvviso, noi abbiamo da tempo adottato tutte le misure di sicurezza scaglionando le prenotazioni, si entrava a fare i capelli uno alla volta ma non è bastato. Non c’era motivo di distruggere anche un comparto come il nostro. Da maggio anche quando in zona rossa abbiamo lavorato e non c’è stata alcuna evidenza di contagi tra noi e i nostri clienti. Tutto questo genererà delle conseguenze. Già il lavoro si era ridotto per la mancanza di cerimonie e feste, adesso chiudiamo senza capire quando potremo riaprire. Quel lumicino di speranza che avevamo ancora si sta spegnendo».
Il presidente dei commercianti di Pineto Biagio Iezzi evidenzia il grande malessere del commercio locale: «Questa è l’ennesima batosta per i nostri negozianti, molti dei quali hanno esaurito la pazienza e i soldi da investire nella propria attività. Non c’è stato alcun aiuto da parte delle istituzioni, tutte le bollette e i pagamenti delle tasse sono arrivati puntuali senza nessuno sgravio. Molti abbasseranno le saracinesche per sempre. La zona rossa non sappiamo quanto durerà e il clima di incertezza certo non fa bene a chi deve pianificare il futuro della propria attività».
La zona rossa inoltre comporterà più controlli sul territorio. Il comandante della polizia municipale di Pineto Giovanni Cichella ha predisposto già un piano di pattugliamento e dice: «Intensificheremo le perlustrazioni con due pattuglie la mattina e due il pomeriggio, un occhio speciale è sugli assembramenti e la verifica dell’applicazione delle norme di prevenzione. La gente è stanca della situazione e da parte nostra cercheremo di non esacerbare gli animi, certo è che il nostro dovere lo faremo. Cercheremo situazioni anomale, il messaggio è che non si esce più per incontrarsi». Sulla stessa linea il comandante della stazione dei carabinieri di Pineto Luca Procida che evidenzia: «Faremo controlli ai bar e alle attività commerciali che devono stare chiuse, vigileremo nei posti dove si aggregano i giovani, nelle piazze e in pineta».
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