Zooprofilattico, ora il rischio è il commissariamento

Se non si sblocca la nomina del direttore generale potrebbe muoversi il ministero della Salute Dopo le dimissioni di Mastrocola dalla commisione l’ateneo deve scegliere un altro docente
TERAMO. Si fa concreta l’ombra del commissariamento sull’Istituo zooprofilattico. Ne sono consapevoli gli attori istituzionali chiamati a nominare il direttore generale, procedura che si è arenata con le dimissioni di Dino Mastrocola, il preside della facoltà di Agraria, da compinente della commissione nominata dalla giunta regionale per valutare l’idoneità dei 24 candidati. Si cerca adesso di evitare l’invio di un commissario da parte del ministero della Salute. Nei prossimi giorni la Regione inviterà l’università di Teramo a designare un nuovo componente che verrà sceltotra i docenti delle facoltà scientifiche dell’ateneo, cui spetterà il non facile compito della ricomposizione. Da un lato infatti c’è l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci che spinge per la candidatura di Gianluca Fiore, che vanta esperienze internazionali e diricerca; dall’altra il governatore Luciano D’Alfonso propenso ad accogliere le sollecitazioni del rettore Luciano D’Amico verso il docente di veterinaria ed ex rettore Mauro Mattioli, anche lui in possesso di esperienze internazionali e di ricerca. Tuttavia il superamento delle dimissioni di Mastrocola potrebbero non sbloccare lo stallo. Secondo alcune indiscrezioni all’orizzonte cio sarebbe una nuova minaccia e cioè che Remo Bonichi, commissario designato dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari (Agenas), intenderebbe disertare gli incontri della commissione a causa delle perplessità che il ministero avrebbe sollevato sulla legittimità del bando per l’individuazione del direttore generale. A completare il quadro c’è un ricorso presentato dal sindacato dei veterinari contro la nomina di Manola Di Pasquale a presidente del Cda e una segnalazione all’Anac. Intanto sulla notizia delle dimissioni di Mastrocola ha preso posizione ieri il segretario della Uil di Teramo Alfiero Di Giammartino che ha accusato l’università di «invadenza», critiando anche il progetto del rettore di creare «un grosso centro nel Sud Europa a carattere agro-bio-veterinario, senza la condivisione dei vertici dell’Izs e senza aver valutato le finalità dell’istituto che dovrebbe coinvolgere tutte le università abruzzesi». Contestazioni che hanno trovato la replica del rettore su www.emmelle.it: «L’idea del centro di ricerca viene pensato anche e soprattutto perchè una tale iniziativa non venga delocalizzata in un altro territorio. Le università abruzzesi stanno ridefinendo le proprie aree vocazionali e, in questo contesto, l’ateneo teramano, avendo sviluppato il proprio polo agro-bio-veterinario, è il naturale candidato per lo sviluppo di tale Centro, agevolato in questo anche dalla presenza (a 500 metri circa) dell'Izs che svolge attività similari e complementari».
Marianna De Troia
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