Zooprofilattico, è Cantone il nuovo presidente

31 Marzo 2021

Dopo decenni sarà un molisano a guidare l’ente ma si prevede una staffetta con Di Giulio

TERAMO. Si è sbloccata l’impasse all’interno del consiglio di amministrazione dell’Istituto Zoopriflattico di Teramo: è l’avvocato Alfonso Cantone il nuovo presidente del cda. Per la prima volta dopo decenni, un molisano nel posto di comando dell’ente che serve le due regioni. Cantone è infatti consigliere provinciale a Isernia.
«È stata una pratica tra le più complicate», ammette il neo presidente, continuando: «È un compito difficile quello che mi è stato assegnato, ma il nuovo cda, con i consiglieri Gaetana Ferri ed Enzo Pietro Di Giulio, riprenderà il suo ruolo importante. Il primo impegno sarà guardare tutti i fascicoli, visto che il cda finora non ha avuto modo di lavorare davvero. Sono orgoglioso e sento la responsabilità del ruolo, ringrazio i due presidenti di Regione, Donato Toma e Marco Marsilio».
A rallentare l’avvio dei lavori del cda è stata innanzitutto la vicenda del ricorso al Tar contro la nomina abruzzese di Davide Calcedonio Di Giacinto, che ha portato alla sua sospensione e poi alla nomina di Di Giulio al suo posto. Poi quella per la scelta del presidente, con l’astensione della componente scelta dal ministero della Salute Ferri, che ha reso necessario trovare un difficile accordo tra Molise e Abruzzo. Alla fine, secondo le voci, per far cedere l’Abruzzo si sarebbe ipotizzata una staffetta alla guida del cda dell’Istituto zooprofilattico: due anni di mandato per il molisano Cantone, poi due anni per l’abruzzese Di Giulio. «È prematuro parlarne, se arriveranno prenderemo in considerazione eventuali richieste della Regione Abruzzo in tal senso», dice Cantone.
La sua nomina non è piaciuta a Sandro Mariani, consigliere regionale di opposizione del gruppo Abruzzo in Comune: «Dopo un governatore romano, il centrodestra abruzzese ci regala oggi un presidente molisano per il cda dell’Istituto zooprofilattico. A conferma di come ormai il nostro povero Abruzzo, da quando ci sono loro al comando, sia stato ridotto a terra di conquista politica e non».
Continua Mariani: «Evidentemente in Abruzzo non c’era una figura all’altezza, un professionista, perché no proprio un veterinario, tanto meritevole di ricoprire un ruolo così importante in una realtà autentico vanto a livello nazionale e internazionale per il teramano. La verità purtroppo è che ancora una volta l’estrema litigiosità di questa maggioranza regionale, il suo attaccamento agli incarichi ed alle poltrone, l’incapacità di fare sintesi per il bene del territorio hanno prevalso sugli interessi degli abruzzesi».(l.t.)
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