Ztl, parte l’appello al prefetto «Annulli le prime 14mila multe»

10 Giugno 2015

Le associazioni dei commercianti e Robin Hood: non sono valide almeno le 4.600 di marzo perché non c’è stata una corretta comunicazione e i cittadini erano inconsapevoli delle sanzioni

TERAMO. L'esercito dei multati aspetta al varco. A guidarlo è un cartello di associazioni di commercianti, artigiani e consumatori che chiede l'intervento del prefetto Valter Crudo per far cancellare dal Comune le contravvenzioni registrate dagli impietosi, quanto secondo loro infidi, occhi delle telecamere posizionati ai cinque punti d'ingresso alle zone a traffico limitato (Ztl). Dati non ufficiali stimano in circa 14mila le violazioni riscontrate nei primi tre mesi di effettivo funzionamento del nuovo sistema di videosorveglianza. Confcommercio, Confesercenti, centro commerciale naturale "Shopping in Teramo centro", Cna e "Robin Hood" ritengono però che almeno un terzo di quest'enorme massa di verbali, che da un paio di settimane intasa uffici postali e cassette delle lettere dei destinatari, sia stato emesso in modo irregolare. Almeno 4.600 multe, in pratica tutte quelle comminate a marzo nei primi trenta giorni di attività delle telecamere, secondo loro sono da annullare per un difetto di comunicazione.

«L'amministrazione a febbraio aveva annunciato due mesi di sperimentazione durante i quali non sarebbero state elevate sanzioni», spiega Pasquale Di Ferdinando, presidente dell'associazione "Robin Hood", «per cui le multe sarebbero dovute scattare da aprile». L'indicazione, attribuita all'assessore al traffico Giorgio Di Giovangiacomo, avrebbe indotto in errore gli automobilisti che hanno continuato a passare con i loro mezzi sotto gli occhi elettronici. Il difetto di comunicazione, secondo le associazioni, sarebbe motivo valido anche per l'annullamento di tutte le altre contravvenzioni elevate fino al 31 maggio. La tesi sostenuta dai firmatari dell'appello rivolto al prefetto è che i ripetuti annunci e i successivi rinvii nell'entrata in funzione del sistema di videosorveglianza hanno creato confusione tra gli automobilisti più che metterli sull'avviso. «E' successo come quando si grida "al lupo, al lupo" senza motivo», osserva Di Ferdinando, «e se poi il lupo arriva davvero nessuno bada all'allarme».

A questa argomentazione le associazioni ne aggiungono un'altra per dimostrare che il Comune non si è fatto capire dai cittadini. Solo una profonda inconsapevolezza del rischio, dovuto all'incapacità dell'amministrazione di farlo comprendere, spiega secondo loro i casi clamorosi di automobilisti che nel giro di poche settimane hanno collezionato più di cinquanta multe da 72 euro l'una. «Non possono essere considerati solo furbi o in malafede ma è evidente che non erano correttamente informati», afferma Antonio Topitti, presidente provinciale di Confesercenti, «una valutazione umana è necessaria, non ci si può affidare solo alla tecnologia». La certezza della sanzione, insomma, sarebbe stata percepita solo dopo l'emissione dei primi verbali e il consueguente clamore mediatico, per cui le associazioni sostengono che tutte le multe comminate fino a maggio andrebbero cancellate.

Il contenzioso poggia anche su aspetti tecnici, tra cui la carenza di segnaletica specifica che indichi la presenza delle telecamere almeno duecento metri prima dei varchi, come disposto dalle norme, e la mancanza di orologi installati a fianco dei display che segnalino senza equivoci il momento in cui scattano le limitazioni evitando multe comminate per pochi secondi di ritardo. «E' vero che abbiamo concordato con l'amministrazione le fasce orarie di accesso alle Ztl», afferma Dario Sfoglia, vicepresidente di Confcommercio, «ma ci sono tanti aspetti che vanno rivisti». Da riconsiderare c'è, ad esempio, il funzionamento delle telecamere 24 ore su 24 che impedisce l'ingresso in auto anche nel cuore della notte. Tanti cittadini sostengono inoltre di aver preso le multe quando il display del varco riportava la scritta "non attivo". Senza contare le situazioni paradossali come quella di chi è stato multato mentre spostava lo scooter a braccio per parcheggiarlo sotto casa. Per questo, le associazioni sollecitano l'apertura di un tavolo di confronto con il Comune. «L'istituzione delle Ztl è stata proposta da noi», conclude Sfoglia, «ma vanno gestite e organizzate in modo totalmente diverso».

Gennaro Della Monica

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