È ancora bloccata la riapertura del centro sportivo Universo

1 Giugno 2021

Silvi, il patron D’Eugenio lamenta: «Finora da parte del custode giudiziario nominato dal tribunale non c’è stata alcuna attività, ci sono 40 lavoratori che attendono di ricominciare a guadagnare»

SILVI. Oltre quaranta dipendenti attendono con ansia la riapertura del centro sportivo Universo di Silvi. C’è un indotto fatto di istruttori, operatori delle pulizie, tecnici, personale di reception, manutentori e accompagnatori che da oltre un anno a causa non solo della pandemia, ma anche e soprattutto delle vicende giudiziarie legate alle passate gestioni del centro, sono rimasti di fatto appesi a un filo senza stipendio e senza date certe di ripartenza. La proprietà del complesso, la D’Eugenio Srl, nello scorso aprile aveva tirato un sospiro di sollievo e appariva convinta di poter far ripartire tutte le attività, dopo aver ottenuto dal tribunale di Teramo un provvedimento cautelare e la contestuale nomina di un custode giudiziario che doveva occuparsi nell’immediato della manutenzione degli impianti e della riattivazione di tutti quei servizi legati alla cura della persona e al benessere.
Il patron Alessandro D’Eugenio, con una dose di preoccupazione per il futuro, sulla vicenda evidenzia: «Purtroppo è ancora tutto fermo, le porte d’ingresso del centro non sono state neanche aperte, sono tutte impolverate. È il segno che una prossima ripartenza appare lontana. Chiediamo al tribunale di Teramo di velocizzare la ripartenza dell’attività per concedere alle 40 famiglie di lavoratori che vi prestano servizio di ricominciare a guadagnare, specie considerando la grave situazione economico finanziaria che si è generata non solo per la chiusura del centro ma anche per la crisi sanitaria che per fortuna è oramai alle spalle. La burocrazia purtroppo in Italia non tiene conto delle difficoltà dei singoli». D’Eugenio inoltre evidenzia come al momento il custode nominato non abbia posto in essere ancora tutte quelle necessarie attività per non far ammalorare i beni, ed evidenzia come non si possano al momento considerare neanche le richieste di utilizzo delle piscine provenienti sia da parte di operatori del settore agonistico, come la società di pallanuoto del Pescara, sia da associazioni che curano l’attività paralimpica e da quelle che si occupano di persone con disabilità per le terapie e servizi essenziali.
Tutta la vicenda parte dal contenzioso sollevato dalla società "Universo Sport e Wellness" di Roma, che aveva gestito gli impianti fino al 2019 e aveva interrotto le attività improvvisamente e chiuso con i lucchetti gli ingressi del centro. Nel frattempo un'altra società, la “U3”, aveva riavviato tutta una serie di attività come la campagna abbonamenti per le piscine, la spa, le palestre e il centro riabilitazione.
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