È bloccata la ricostruzione dei caliscendi sul molo sud

I titolari hanno ottenuto tutti i permessi ma la Regione non risponde da due mesi alla richiesta di un’area di cantiere. Ciccone e Ferrari: «Atteggiamento assurdo»
GIULIANOVA. Non riescono a decollare, per la mancata risposta della Regione ai titolari che chiedono di poter impiantare il cantiere, i lavori per il ripristino dei caliscendi che furono cancellati in un solo colpo diversi anni addietro dall’autorità marittima. Allora sei caliscendi scomparvero dall’elenco e dalla mappa dei “trabocchi da molo” presenti nella parte finale esterna del molo sud del porto di Giulianova. Erano attrezzi da pesca da postazione fissa con storie particolari e singolari di passione per il mare. Ma tutto questo allora non fu sufficiente per farli rimanere in vita.
Particolare richiamo e suggestione destava il caliscendi del professor Pierino Ferrari, indimenticabile docente di latino al liceo-ginnasio Delfico di Teramo. Su quel caliscendi l’insegnante, accompagnato puntualmente dal suo fido pastore tedesco, si ritemprava, ma soprattutto si intratteneva in piacevole conversazione con i passanti di turno. Dal momento della “soppressione” dei caliscendi, l’avvocato Marco Maria Ferrari in memoria del genitore ha iniziato assieme agli altri la lunga traversata del deserto. Alla fine, tra carte bollate, istanze, pareri vari e corrispondenza infinita, gli ex titolari sono riusciti a venirne a capo. In particolare proprio Ferrari, assieme a Federico Ciccone, è riuscito a sbrogliare la matassa ed entrambi hanno ottenuto la licenza per costruire nuove strutture con il relativo permesso di inizio lavori. Sono stati necessari i pareri favorevoli di ben 11 enti per giungere alla conclusione, che però conclusione non è.
Per realizzare i due caliscendi, sulla scorta dei progetti presentati ed approvati, è necessaria infatti la disponibilità di un’area di cantiere adiacente dove raggruppare attrezzatura e materiale utili per la realizzazione. Ligi alla normativa, Ferrari e Ciccone hanno inviato l’11 maggio 2021 una richiesta, con allegata planimetria esplicativa, per ottenere dalla Regione una piccola area di cantiere nei pressi della zona destinata all’edificazione del caliscendi. Sono passati due mesi, ma nessun riscontro è pervenuto agli interessati, nonostante i numerosi solleciti telefonici e in presenza. Afferma Ciccone, che tra l’altro riveste la carica di presidente della neonata associazione “I Caliscendi”: «È paradossale che la Regione ci abbia rilasciato il permesso per costruire e di inizio lavori, ma non dà seguito dopo due mesi a una richiesta che è necessaria per andare avanti. È tutto molto strano e non riusciamo a capire i motivi del silenzio nei nostri confronti». L’avvocato Ferrari si spinge oltre, paventando un’azione legale: «Non ci facciamo intimorire da atteggiamenti che non hanno alcun senso. Andremo avanti per la nostra strada».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

