«È Brucchi il responsabile dei licenziamenti»

5 Marzo 2015

Di Pasquale chiede anche le dimissioni della giunta. Critiche da Pomante e Berardini

TERAMO. La messa in mobilità prospettata dal consiglio d’amministrazione della Team ai sindacati di decine di lavoratori ha sollecitato le reazioni dell’opposizione che si è scagliata contro il sindaco Maurizio Brucchi. Manola Di Pasquale, consigliere del Pd, chiede le dimissioni in blocco della giunta. «Un comportamento che ha dell’incredibile, prima trasforma la Team in un carrozzone politico e poi si pone come paladino per salvare i posti di lavoro. Prima aumenta al massimo la tassa sui rifiuti e poi si lamenta che non viene pagata».

La Di Pasquale torna ad accusare il sindaco di aver ignorato le normative sugli affidamenti delle municipalizzata e di averne disposto come una società personale. «E’ noto da anni che gli affidamenti dei servizi alla società Team andavano a scadere nei primi mesi del 2015 e che il personale assunto era superiore a quello effettivamente necessario all’azienda ma Brucchi, nonostante le sollecitazioni non ha fatto nulla. In campagna elettorale ha promesso posti di lavoro, riduzione del costo dei servizi e diminuzione della tassa sui rifiuti» ha detto la Di Pasquale, «invece abbiamo assistito solo a licenziamenti e aumenti».

Secondo Gianluca Pomante invece la crisi della Team era un fattore prevedibile in assenza di un piano di ristrutturazione e di trasparenza sul calcolo della tariffa. «Non serviva un esperto per capire che il progetto di rendere l'azienda interamente pubblica, per procedere agli affidamenti diretti, era utopistico senza un business plan adeguato. Nessuno, bilanci alla mano, investe su un consorzio che è da due anni in lieve perdita (il Mote) e su un'azienda che fa utili risibili (la Team). Discutibile anche la valutazione del valore delle quote Team fatta dagli esperti, per Pomante: «non teneva conto delle mancate compensazioni ed eccedeva nella valorizzazione del patrimonio aziendale». Stoccate anche da Fabio Berardini del Movimento 5 Stelle: «Anziché pensare all’efficienza strutturale dell’azienda, si è pensato solo ad assumere persone senza rendiconti puntuali e senza obiettivo chiaro. I teramani hanno diritto di avere indietro i loro soldi». (m.d.t.)

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