«È il rimpasto della disperazione politica»

“Futuro in” e FdI attaccano il sindaco sui cambi in giunta: «Operazione trasformista per sopravvivere»
TERAMO. «Puro trasformismo politico e calcolo elettorale». L’opposizione bolla così il rimpasto di giunta che ha visto l’ingresso di Graziano Ciapanna al posto di Maurizio Verna e la contestuale ridistribuzione dei compiti. «Ben poche volte capita che, a pochi mesi dalle elezioni, un sindaco decida di sostituire assessori e cambiare le deleghe ad altri, non fosse altro per il banale motivo che in pochi mesi tali operazioni non hanno il tempo di sortire effetti, positivi o negativi che siano», osserva Maurizio Salvi, capogruppo di “Futuro in”, xesecondo cui «una squadra fallimentare e che sta perdendo può essere cambiata anche sul finire della partita, per tentare di ribaltare una disfatta, che in questo caso non è calcistica ma amministrativa».
Il rappresentante dell’opposizione chiede al sindaco Gianguido D’Alberto di «spiegare perché ha allontanato Verna, se è stato un amministratore dannoso – questa è la nostra convinzione – o se semplicemente doveva far posto a Ciapanna poiché non è riuscito a collocarlo alla presidenza del Bim». Il chiarimento sarebbe utile a capire «se la giunta viene nominata nell’interesse dell’azione amministrativa e quindi dei cittadini, o solo per comporre un puzzle che D’Alberto, in altri tempi, avrebbe definito poltronificio politico». Da chiarire, secondo Salvi, sarebbero anche le scelte relative agli assessori Stefania Di Padova e Andrea Core, cui sono stati tolti compiti, «E che dire di altri assessori, quali ad esempio la Falini, che risulta assente ed impalpabile», afferma il capogruppo di “Futuro in”, «e invece conserva le deleghe affidatele?». L’operazione del sinaco, secondo Salvi, «più che di prospettiva è disperata» nel tentativo di assicurarsi la sopravvivenza politica.
Secondo Pasquale Tiberii di Fratelli d’Italia D’Alberto dimostra incoerenza. «Dopo aver dichiarato, quando era in opposizione, che una giunta per Teramo poteva essere composta benissimo da 6-7 assessori ha formare la tanto criticata giunta a nove per poi aprire le porte a due ex candidati sindaco, allontanando il suo vice con cui aveva vinto le elezioni». Per l’esponente di FdI l’unico cambiamento che si è visto finora da D’Alberto è stato quello degli assessorati. «L’operazione che sindaco definisce un ponte verso il futuro, verso la Teramo che verrà», conclude Tiberii, «altro non è che la certificazione del vuoto amministrativo di questi quattro anni e mezzo che ha visto ferme al palo tutte le iniziative e le opere della ricostruzione post-sisma». (g.d.m.)

