È morto da 41 anni, ma non per l’Inail

L’istituto scrive una lettera per un accertamento del 1976, la riceve il nipote omonimo che il nonno non l’ha mai conosciuto
MONTORIO. È morto nel 1975, ma l’Inail qualche giorno fa gli ha chiesto il certificato di cessazione della ditta per chiudere il rapporto assicurativo. Incredibile ma vero, ci sono voluti la bellezza di quarantuno anni per accorgersi della mancanza di un certificato. È la storia che vede protagonista suo malgrado il defunto Mariano Mariani, che era titolare di un frantoio a Faiano, frazione a 3 chilometri da Montorio.
A raccontarla è l’omonimo nipote, che il nonno non ha mai avuto il piacere di conoscere poiché è nato qualche anno dopo la sua morte, esattamente nel 1983. È lui che che si è visto arrivare, nei giorni scorsi, una lettera inviata dalla sede teramana dell’Inail. «A seguito di accertamenti e ricerche effettuate dai funzionari amministrativi della sede il 6/06/2016, abbiamo rilevato», questo il testo della missiva, «che sono venuti meno i requisiti per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Di conseguenza, a decorrere dal 31/12/1976, abbiamo provveduto a cessare il rapporto assicurativo individuato dal codice ditta numero...».
I familiari, lì per lì, non hanno neppure capito di cosa si trattasse. Il nipote, che porta lo stesso nome ha mostrato la lettera al suo commercialista. «Qui ho scoperto tutto», ha raccontato Mariano. «Essendo iscritto alla cassa dei geologi non ho mai avuto rapporti con l'Inail, per cui ho pensato inizialmente ad un errore. Soltanto quando abbiamo inserito il codice fiscale nel sistema ci siamo resi conto che non corrispondeva al mio, ma a quello di mio nonno nato nel 1900. A quel punto attraverso i miei familiari sono risalito al frantoio, che il nonno aveva sotto la casa in cui vivo tuttora io nel centro del paese». Ma la comunicazione dell'Inail non finisce qui perché «per consentire all'Inail di effettuare il calcolo del premio dovuto», si legge ancora nella parte finale della lettera, «l'azienda deve presentare la dichiarazione delle retribuzioni entro il giorno 16 del secondo mese successivo alla data di cessazione. Entro tale termine deve essere effettuato il pagamento del premio eventualmente dovuto. Nel caso in cui dal calcolo risulti un credito a favore dell'azienda, quest’ultima può effettuare la compensazione sul modello F24 oppure presentare alla sede Inail competente domanda di rimborso, per la quale è indispensabile l'indicazione del codice Iban». Ma da quel febbraio 1977, data entro la quale il signor Mariano avrebbe dovuto presentare la dichiarazione delle retribuzioni, eventuali crediti a favore dell'azienda dopo 40 anni non sono caduti in prescrizione? Il signor Mariano, da lassù, si sarà fatto sicuramente una risata. Nelle tante storie di assurda burocrazia, c'è perfino chi scrive ai morti.
Catia Di Luigi
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