È morto l’alpinista Diego D’Angelo

22 Novembre 2017

Vicepresidente degli “Aquilotti” e guida alpina, ha aperto tre vie sul Gran Sasso

PIETRACAMELA. «Che il tuo spirito di Aquilotto mio caro amico Diego possa continuare a volare in alto e possa il tuo grido riecheggiare per sempre sulle nude rocce e sui perenni ghiacciai. La montagna è riconoscente a chi l’ha amata e servita per tanto tempo». Queste le parole che Claudio Intini, alpinista e presidente dell’associazione “ Aquilotti del Gran Sasso – alpinisti di Pietracamela” ha dedicato a Diego D’Angelo, l’alpinista e guida alpina di Pietracamela scomparso ieri a Teramo a 64 anni. Una vita per la montagna quella di Diego, stimato da tutto l’ambiente alpinistico che oggi è in lutto.
Quella montagna che è sempre stata una passione di famiglia: Diego era nipote di Lino D’Angelo, noto scalatore pretarolo e dopo essersi distinto come sciatore vincendo varie gare, seguendo le orme dello zio, è entrato nel mondo alpinistico tracciando, insieme ai suoi "Aquilotti", nuovi itinerari di arrampicata sul Gran Sasso e partecipando alla ripetizione di diverse vie sulle Dolomiti. Sul “ Gigante che dorme” ha aperto tre vie: la Aquilotti 72 sulla parete sud-ovest del Corno Piccolo (1972), la via del “Cinquantenario” degli Aquilotti, tracciata sulla parete est del Corno Piccolo (1975) e la via Aquilotti 85, sulla terza spalla del Corno Piccolo (1985). Volontario del Soccorso alpino oggi rivestiva la carica di vicepresidente degli “Aquilotti”. «Un uomo semplice, ma tenace, attento alle problematiche della montagna», conclude Intini, «metteva sempre a disposizione dei più bisognosi la sua esperienza e il suo talento». Diego lascia la moglie Lia e i figli Daniel e David. I funerali si svolgono oggi alle 11 a Pietracamela. (a.d.f.)