È nata la commissione comunale sisma

7 Agosto 2020

Ciapanna presidente, Pina Ciammariconi vice. L’obiettivo è aiutare la ricostruzione mettendo da parte le beghe politiche

TERAMO. «Concretezza». È la parola che accompagna la nascita della commissione sisma in Comune. Dalla prima seduta dell’organismo, di cui all’unanimità è stato designato presidente Graziano Ciapanna del gruppo civico “Fare grande Teramo’’, emerge quest’orientamento rivolto ad affrontare nel merito le problematiche di una ricostruzione in forte ritardo, mettendo da parte le «beghe politiche», Su questa linea si attestano i rappresentanti di maggioranza e opposizione che hanno avviato l’analisi della situazione relativa ai diversi aspetti dell’emergenza innescata dai terremoti a cavallo tra fine 2016 e inizio 2017.
«Sarà un lavoro molto complesso, con tanti temi da analizzare», spiega Ciapanna, «che partirà già dalla prossima riunione, soffermandosi subito sull’organizzazione dell’ufficio sisma comunale». Con la possibilità di affidare le pratiche della ricostruzione cosiddetta leggera alle amministrazioni locali, allo scopo di accelerare le procedure di riparazione dei danni alle abitazioni, la struttura dell’ente destinata a questa funzione assume un ruolo nevralgico che va però misurato con il personale effettivamente a disposizione. La commissione, che nel ruolo di vicepresidente vede Pina Ciammariconi del Movimento 5 stelle, affiancherà l’amministrazione e il sindaco Gianguido D’Alberto nelle relazioni con Regione, Protezione civile e ufficio speciale per la ricostruzione sui diversi temi che interessano la gestione dell’emergenza.
Una questione in particolare è subito evidenziata da Franco Fracassa (Futuro in) che pone in discussione le recenti disposizioni commissariali. Da correggere al più presto, secondo lui, è l’ordinanza 100 firmata a marzo da Giovanni Legnini. «Il provvedimento va cambiato nella parte che attribuisce ai tecnici, oltre alla progettazione degli interventi, anche l’asseverazione della loro conformità urbanistica», sottolinea l’ex assessore. Questa disposizione, infatti, carica di un’ulteriore responsabilità i professionisti, che dunque avrebbero notevolmente rallentato la presentazione delle pratiche all’Usr. «Negli ultimi cinque mesi ne sono state presentate appena cinquanta», spiega il consigliere, «e tutte con il vecchio sistema che richiedeva ai tecnici solo la progettazione». Oltre a capire quale sarà la sorte di queste istanze alla luce dell’ordinanza 100, per Fracassa si pone il problema di rendere più fluido il sistema. «Al momento la scadenza per la presentazione delle pratiche per la ricostruzione leggera è fissata al 20 settembre», chiarisce, «e all’appello ne mancano ancora duemila». Il consigliere ritiene prioritario, dunque, un incontro con i professionisti interessati, per sentire direttamente da loro quali sono le effettive difficoltà.
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