È pronto lo studio sul rischio sismico

27 Luglio 2019

Realizzato su incarico del Comune dal geologo Collareda dopo le scosse del 2016-17, sarà presentato lunedì all’Arca

TERAMO. Lunedì mattina, nella sede dell’Arca, sarà presentato l’atteso studio di microzonazione sismica di terzo livello del Comune di Teramo. Uno studio rimesso nei giorni scorsi sul tavolo dell’ente dal geologo Matteo Collareda, a cui era stato affidato l’incarico, e che rappresenta uno strumento fondamentale per la programmazione degli interventi sul territorio e per una corretta pianificazione urbanistica. Grazie alla microzonazione sismica, infatti, è stata individuata la pericolosità delle varie zone, consentendo di creare una “gerarchia del rischio” sul territorio.
Lo studio, in particolare, suddivide il territorio in zone omogenee sotto il profilo della risposta ad un terremoto, «valutata tenendo conto delle interazioni tra le onde sismiche e le condizioni proprie di ogni zona». E visto che un’efficace difesa dai terremoti deve essere fondata su una valutazione della pericolosità locale a scala urbana e deve potersi basare su «un’operazione tecnico–scientifica autorizzata a rientrare a pieno titolo nelle valutazioni urbanistiche di riduzione del rischio e nelle politiche di pianificazione del territorio», come sottolinea il Comune in una nota, lo studio rappresenta un elemento fondamentale per orientare le decisioni dell’amministrazione sulla pianificazione di tutti gli interventi futuri. «A seguito degli eventi sismici che si sono verificati a partire dal 24 agosto 2016, sono stati assegnati finanziamenti per gli studi di microzonazione sismica di livello 3», ricorda la nota, «Il Comune di Teramo ha potuto usufruire di tali finanziamenti e ha incaricato il geologo Matteo Collareda ad eseguire lo studio su tutto il territorio urbanizzato ed urbanizzabile. Dall’interpretazione delle misure geognostiche condotte, si sono potuti ricavare modelli sismo-stratigrafici rappresentativi grazie ai quali sono state condotte simulazioni degli eventi sismici, finalizzate a ricavare i fattori di amplificazione». Il risultato finale sono le mappe, denominate “carte di microzonazione sismica”, che forniscono una base conoscitiva sulla pericolosità sismica locale delle diverse zone e consentono di stabilire gerarchie di rischio. «Sono, pertanto, da intendersi come uno strumento essenziale per la gestione del territorio e per la pianificazione urbanistica», conclude la nota, «al fine di orientare la scelta per nuovi insediamenti, definire gli interventi ammissibili in una data area, stabilire gli orientamenti e le modalità di intervento nelle aree urbanizzate e definirne le priorità di intervento. Infine, lo studio condotto fornisce informazioni utili per la progettazione degli edifici e adeguamento sismico delle strutture esistenti».
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