È scontro sugli spacci nelle aree industriali

18 Marzo 2022

Pineto, l’associazione commercianti contesta la variante al Prg: «Danneggia i negozi già in crisi»

PINETO. «No agli insediamenti commerciali nelle aree artigianali e industriali di Pineto». È questo lo slogan gridato dall’associazione commercianti e artigiani di Pineto legata a Confesercenti e capitanata dal presidente Biagio Iezzi dopo l’approvazione delle misure previste dalla variante al piano regolatore, adottate nell’ultimo consiglio comunale del 4 marzo scorso in tema di spacci aziendali.
In una nota si legge: «Il provvedimento è stato approvato con il voto unanime della maggioranza e c’è stata la colpevole assenza dell’opposizione. È stata consentita l’introduzione della destinazione commerciale per la vendita al dettaglio nei nuclei industriali e artigianali di Borgo Santa Maria e Torre San Rocco, con nuovi insediamenti fino a 500 metri quadrati di superficie. È una scelta amministrativa grave, che stravolge il delicato equilibrio su cui poggia il comparto commerciale cittadino esistente. Comparto già in seria difficoltà a causa del perdurare della profonda crisi economica dovuta alla pandemia e agli aumenti tariffari triplicati dei costi energetici, che fanno diminuire il potere d’acquisto delle famiglie e minano l’esistenza di non poche attività commerciali e artigianali. La contrarietà al provvedimento amministrativo», continuano i commercianti pinetesi, «era stata già espressa agli amministratori con l’interlocuzione avvenuta nei mesi scorsi insieme alla Confesercenti provinciale. Le piccole e medie attività commerciali cittadine non vanno penalizzate ma valorizzate e salvaguardate, perché svolgono un ruolo sociale ed economico insostituibile e di primaria importanza in una città come Pineto a vocazione prettamente turistica. Se vive il commercio, vive Pineto».
Biagio Iezzi contesta poi nel dettaglio il provvedimento dell’amministrazione: «Se viene data la possibilità di vendere nei locali delle aziende articoli che non hanno a che vedere con la produzione, si genera una concorrenza a tutti gli effetti per le attività del centro abitato. In questo modo se un’azienda produce camicie, nei propri spazi potrà vendere anche cinte, cravatte e quanto altro e il danno per i negozianti locali è evidente».
Da un analisi effettuata di recente proprio dall’associazione commercianti pinetesi si è constatato come molte attività nel centro città siano state chiuse e molte ve ne saranno in futuro se non ci sarà un inversione di marcia. (d.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .