È senza lavoro, vive in un rudere

Castelnuovo, disperato appello di un giovane: «Cerco un impiego da mesi»
CASTELLALTO. «Sono senza lavoro e senza reddito. Da due anni vivo in un rifugio di fortuna. Chiedo solo un'altra possibilità». È questo l'appello lanciato da Mirko Esposito, un 38enne di Castelnuovo Vomano, che da 24 mesi dorme in un casolare abbandonato, senza riscaldamento né elettricità né acqua corrente. Il giovane è alla disperata ricerca di un lavoro per poter ricominciare a vivere normalmente. Dice: «Non si trova nulla. So fare il manovale, il muratore. Ho sei qualifiche, non una, come barista, posatore di pietre e mattoni. Ho sempre lavorato in tutta la mia vita», spiega Mirko, «ora dormo su un materasso bagnato, in un rudere che potrebbe crollare da un momento all'altro. Lo scorso inverno quando fece la neve me la vidi brutta. Un altro anno qui dentro non lo voglio passare, ad anno nuovo o cambiano le cose o le faccio cambiare. A costo di fare qualche gesto insano. Non posso più vivere così».
Il ragazzo racconta di passare la maggior parte del tempo in un bar della cittadina, dove riesce a rimanere al caldo e spesso gli viene elargito un pasto. Quanto ai tentativi di cercare lavoro, finora si sono rivelati tutti infruttuosi. «Provengo da una buona famiglia, ma ora sono rimasto solo. Riesco ad andare avanti solo grazie all'aiuto di alcuni amici, che mi passano un piumino o una coperta quando serve, o mi permettono di lavarmi o fare una lavatrice», continua Mirko, «non so più a chi rivolgermi. Non voglio passare un terzo Natale così, al freddo e senza mangiare, solo come un cane. Mi sono sempre impegnato lavorando».
Il ragazzo rinnova con forza il suo appello per cercare di ottenere un impiego, non importa di che genere o in che settore: «Perché non viene data anche a me un'altra possibilità? Sono mesi che cerco, chiedo, lascio domande di lavoro. Nulla. Sono nato qui, sono a casa mia. Quel che chiedo è solo un lavoro, di qualsiasi tipo, purché possa riprendere una vita dignitosa. Lascio anche il mio recapito telefonico, 329/7647470, se qualcuno di buon cuore volesse raccogliere il mio appello».
Il Comune, nel frattempo, ha avviato un percorso con i servizi sociali, rendendo noto che sta facendo e farà quanto è di sua competenza.
Chiara Di Giovannantonio
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