È stato in ospedale due mesi «Grazie a medici e infermieri»

10 Febbraio 2021

MARTINSICURO. Il 18 dicembre è tornato a casa dopo 58 giorni trascorsi negli ospedali di Teramo e Atri. Massimo Ferri, commercialista 49enne di Martinsicuro e volontario della Croce Verde, li mette...

MARTINSICURO. Il 18 dicembre è tornato a casa dopo 58 giorni trascorsi negli ospedali di Teramo e Atri. Massimo Ferri, commercialista 49enne di Martinsicuro e volontario della Croce Verde, li mette in fila uno dietro l’altro per non dimenticare. Il Covid che ha sconfitto, ma soprattutto tutti quei medici, infermieri e operatori socio sanitari che lo hanno accompagnato nei reparti di pneumologia e rianimazione del Mazzini, in quello di riabilitazione di Atri. Sempre con professionalità e sensibilità. «Per un malato di Covid la degenza in ospedale è caratterizzata da solitudine e paura per il proprio destino», scrive il 49enne di Martinsicuro, «ci si trova all’improvviso di fronte a esperienze devastanti: il dover convivere con un casco o con la maschera per la respirazione assistita, l’essere tormentati dalla cosiddetta “fame d’aria”, la mancanza di conforto dei familiari, lo spettro della rianimazione e il terrore di non farne più ritorno, il realizzare che qualche compagno di stanza si spegne dopo tante sofferenze».
Per 23 giorni il professionista di Martinsicuro è rimasto intubato nel reparto di rianimazione del Mazzini. «Dopo il risveglio la successiva ripresa è stata piuttosto faticosa, sia dal punto di vista fisico che psicologico. In ogni momento ho potuto contare sulle cure e sul sostegno di medici, infermieri e Oss, sempre pronti a dare parole di conforto, rassicurazioni, sorrisi, seppur nascosti dietro mascherine e tute di protezione».
Dopo essere stato dimesso dal reparto di rianimazione, è stato trasferito in quello di riabilitazione Covid dell’ospedale di Atri. «Anche in questo caso», scrive ancora Ferri, «ho trovato professionalità in tutti gli operatori sanitari che seguono i pazienti nella fase di riabilitazione respiratoria e motoria post covid. Altra eccellenza dell’ospedale di Atri è il servizio di supporto psicologico che offre un valido sostegno per superare i traumi psicologici dovuti alla malattia. In quasi due mesi di ricovero nei due ospedali ho ringraziato quotidianamente gli operatori sanitari, ma ritengo doveroso farlo anche pubblicamente per sottolineare il loro grande spirito di servizio, nonostante la mole di lavoro a cui sono sottoposti. Mi auguro che con il nuovo anno il virus rallenti la corsa, che la popolazione grazie alla campagna vaccinale possa ritornare alla propria vita e che il sistema sanitario esca finalmente dall’attuale situazione di emergenza».
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