È ufficiale, il punto nascita di Atri chiude da novembre

3 Luglio 2015

ATRI. Il punto nascita dell’ospedale San Liberatore di Atri chiuderà il prossimo primo novembre. Con delibera numero 855 dello scorso 29 giugno, sottoscritta anche dal direttore sanitario Maria...

ATRI. Il punto nascita dell’ospedale San Liberatore di Atri chiuderà il prossimo primo novembre. Con delibera numero 855 dello scorso 29 giugno, sottoscritta anche dal direttore sanitario Maria Mattucci, la Asl di Teramo ha sancito ufficialmente la già annunciata chiusura del reparto. Nella stessa delibera sono elencate le criticità presenti nei punti nascita di Teramo e Sant’Omero che dovranno essere superate, tramite una politica di investimenti pubblici. Il comitato “Il San Liberatore non si tocca” che negli ultimi mesi si era battuto a difesa dell’ospedale atriano, raccogliendo migliaia di firme , in una nota infuocata pubblicata su faceook scrive: «Finalmente tutti si sono tolti la maschera e si capisce il vero motivo della chiusura. Teramo e Sant’Omero avevano reparti peggiori di Atri ma da anni prevalgono altre logiche, ed è ormai molto semplice colpire sempre il nostro presidio. Alla politica regionale e locale non resta altro che parlare o tacere. Parla chi, come da noi più volte rimarcato, vuole adesso cavalcare l'onda cercando consenso elettorale. Tace, invece, chi nel corso di poco tempo da paladino della sanità è diventato carnefice abbattendo la propria scure sul nostro ospedale... a proposito, Monticelli che fine ha fatto? Non parla più... il Pd locale che si era autosospeso non parla più e non ci risulta aver dato seguito all'autosospensione.... La commedia sta finendo... Atri non conta più nulla... Grazie a tutti!».

Sulla chiusura definitiva interviene in una nota anche il i consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Riccardo Mercante che in una nota scrive: «È stata danneggiata irrimediabilmente un’ampia porzione del territorio teramano che, nell’ospedale San Liberatore, ha il suo principale punto di riferimento. Occorrerà ora vedere cosa penseranno i cittadini di questo brutto episodio della gestione di governo targata D’Alfonso».

Domenico Forcella

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