Ue al fianco di Kiev: «Mosca non vince»

25 Febbraio 2026

I vertici nella capitale nell’anniversario dall’inizio dell’invasione. Il messaggio inviato è chiaro: «Aumenteremo la pressione»

KIEV. «L'Europa è al vostro fianco, e aumenterà la pressione su Mosca». A quattro anni dall'inizio della guerra i vertici dell'Ue hanno scelto di onorare nel miglior modo possibile l'alleanza con Volodymyr Zelensky. Ursula von der Leyen e Antonio Costa sono tornati a Kiev, in una missione lampo che ha contato oltre venti ore di treno tra l'andata e il ritorno dalla Polonia. Insieme a Zelensky il presidente del Consiglio europeo e la presidente della Commissione si sono recati a Piazza Maidan, simbolo della resistenza giallo-blu. Hanno omaggiato «il coraggio» del popolo ucraino e hanno chiarito un concetto: «Vladimir Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi e la guerra di logoramento lo sta indebolendo».

In una Kiev per la prima volta da giorni sopra lo zero, e con i raid russi che per un'intera giornata hanno taciuto, von der Leyen e Zelensky hanno fatto il punto sulla crisi energetica che sta attanagliando Kiev, mettendo subito sul piatto 100 milioni di aiuti e promettendo un piano per stabilizzare la rete elettrica dei 21 Oblast ucraini. Di più, al momento, i vertici comunitari non hanno potuto offrire. Viktor Orban infatti, ha messo sotto scacco sia il ventesimo pacchetto di sanzioni sia, soprattutto, il prestito da 90 miliardi concordato al summit dei 27 di dicembre.

«Non rispettare i patti è inaccettabile», hanno sentenziato Costa e von der Leyen. «Il prestito ci sarà, abbiamo diverse opzioni», ha assicurato von der Leyen. «Orban deve parlare con i russi, sono loro ad aver distrutto l'oleodotto Druzbha», si è difeso Zelensky entrando nel merito del casus belli - lo stop ai flussi di petrolio dall'Ucraina - che ha portato l'Ungheria al clamoroso veto. Dalle principali cancellerie europee, nel frattempo, è arrivato un messaggio pressoché univoco in occasione del quarto anniversario della guerra: Putin sta fallendo i suoi obiettivi militari. Londra ha messo sul piatto nuove sanzioni contro il Cremlino, colpendo innanzitutto l'export di petrolio russo e il colosso degli oleodotti Transneft.

«In Europa non c'è posto per la flotta ombra e per il gas e il petrolio di Mosca», ha sottolineato Zelensky nella conferenza stampa congiunta con von der Leyen e Costa. Poco prima i tre - assieme ai leader presenti, tra i quali il finlandese Stubb, la danese Frederiksen, il croato Plenkovic - hanno partecipato alla riunione dei Volenterosi convocata da Macron e Starmer. L'Europa - questo uno dei messaggi sottolineati alla riunione - dovrà partecipare alle discussioni sull'architettura della sicurezza post-guerra. E le garanzie per Kiev saranno «solide». «Alcune questioni possono essere negoziate solo dall'Ue: il processo di adesione dell'Ucraina, il congelamento dei beni, le sanzioni contro la Russia», ha sottolineato Costa parlando con un gruppo di media internazionali, tra i quali l'Ansa, nel viaggio in treno per Kiev.

Alla riunione dei Volenterosi Giorgia Meloni ha voluto invece rimarcare l'esigenza di un inviato Ue per i negoziati, che l'Italia già nelle settimane scorse ha evocato. «L'Europa deve essere presente e parlare con una sola voce», ha spiegato la premier italiana. L'idea, hanno raccontato fonti qualificate, non ha registrato interventi apertamente contrari alla riunione e sembra farsi spazio, seppur una sua realizzazione non è preventivabile nel breve periodo. Di certo, non è in questa fase che l'Ue siederà al tavolo dei negoziati. Sul Donbass e sulla centrale di Zaporizhzhia la decisione spetta solo a Zelensky.

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