Una costa dal fascino selvaggio

In Abruzzo esiste un lembo di terra prezioso, un lungo filo a tratti sabbioso, a tratti frastagliato e roccioso, dalle geometrie varie e discontinue, che delimita il confine tra il verde vivace delle colline rigogliose ed il turchese del mare Adriatico. In questo fazzoletto di terra si concentrano rare bellezze paesaggistiche, tradizioni gastronomi-che e folkloristiche, ristoranti e trattorie. E’ la famosa e selvaggia Costa dei Traboc-chi, un tratto compreso tra Francavilla e San Salvo, che si estende lungo nove comu-ni della costa teatina per 60 km di litorale, immerso in una natura incontaminata. E’ un paesaggio magnetico, a tratti magico, dalle albe color corallo, suggestivo e mai scontato. Per godere delle bellezze della Costa dei Trabocchi, bisognerebbe visitarla in momenti diversi così da poterla apprezzare nel suo splendore totalizzante e scopri-re gli infiniti scenari creati dalla natura di quei luoghi con la complicità del succedersi delle stagioni. La natura, come se fosse un’abile pittrice, disegna dei tramonti rosa cangiante, men-tre il blu del mare limpido, si mostra nelle sue infinite gradazioni fino ad arrivare ad un azzurro cristallino e puro. D’inverno invece, lo stesso pennello regala colori diversi e pieni, che, soprattutto nei giorni di pioggia, sfumano dal grigio al violaceo, regalando emozioni intense agli occhi del visitatore. Un luogo che si fa custode del tempo con i suoi ritmi scanditi dalla natura, ricco di una straordinaria biodiversità, in cui fermarsi per godere del panorama, per respirare l’aria che sa di mare e di ginestre o più sem-plicemente per ascoltare il rumore delle onde ed imparare a rallentare. Luoghi che nu-trono anima e corpo grazie a quegli scorci che mostrano un Adriatico selvaggio e le-gato ai suoi tratti marinari e rurali. Il fascino di questo tratto di costa rappresenta un patrimonio naturalistico di immenso valore, pronto ad ospitare un turismo che vuole rallentare e godere appieno della na-tura aspra e selvaggia, dove lasciarsi conquistare dal profumo di pesce che sbuffa dalle cucine dei piccoli ristoranti affacciati sul mare. Alici, sogliole, cefali, sgombri, calamari e seppie sono alcuni dei prodotti ittici che caratterizzano i piatti della costa teatina, da gustare nei ristoranti o direttamente sui trabocchi, sospesi sull’acqua. Il buon cibo della tradizione marinaresca abruzzese affonda proprio in questi luoghi le sue radici, saldamente ancorate ai trabocchi, definiti da Gabriele D’Annunzio i “ragni di legno colossali” che dominano incontrastati il paesaggio e che tra una mareggiata e l’altra resistono allo scorrere del tempo. Resilienti ed ospitali, i trabocchi rendono questo lembo di costa uno dei luoghi più suggestivi al mondo dove abbandonarsi completamente ai saggi ritmi di madre natura.

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