Calcio

Pescara, spunta l’idea Accornero. E Fiorillo apre al ritorno

20 Maggio 2026

Il Delfino guarda al futuro dopo la retrocessione in serie C. Nel mirino c’è l’esterno offensivo Federico Accornero (foto) già in biancazzurro due anni fa. L’esperto portiere ha avuto un contatto con la società

PESCARA. Sono giornate di riflessione in casa Pescara, ma il presidente Daniele Sebastiani ha ribadito che fino al 31 maggio non prenderà decisioni sull’allenatore per la prossima stagione. Il direttore sportivo  Pasquale Foggia deve comunque portarsi avanti almeno con le idee e con qualche telefonata esplorativa ma la prima vera chiacchierata verrà fatta con Giorgio Gorgone. Il tecnico romano potrebbe avere delle proposte in B e difficilmente resterà ma al ds Foggia è piaciuto molto il suo lavoro e prima di virare su altri profili si confronterà con l’ex Lucchese.

Prime idee. Un giocatore che potrebbe tornare a Pescara, dopo l’esperienza di due anni fa, è l’esterno offensivo Federico Accornero. Classe 2004, quest’anno poco utilizzato nella Carrarese mentre nella precedente stagione ha fatto bene a Trento la parte finale del campionato dopo aver lavorato con la prima squadra del Genoa. Quella di Accornero al momento è solo un idea e in quel ruolo il Pescara ritroverà Gianmarco Cangiano dopo il prestito del Foggia. Non solo. Se la Salernitana non dovesse centrare la promozione in B anche Andrea Ferraris tornerebbe a vestire la maglia biancazzurra. Prima di poter indirizzare le scelte, il ds del Pescara Pasquale Foggia dovrà comunque aspettare.

Fiorillo. Qualche giorno fa è tornato in città Vincenzo Fiorillo e c’è stato uno scambio di battute con la dirigenza biancazzurra. A Fiorillo non dispiacerebbe tornare a Pescara, ma anche nel suo caso occorre attendere. Di sicuro Fiorillo e Saio rappresenterebbero una coppia di portieri di spessore per la serie C.

Torna Giannini. Il Pescara potrebbe decidere di puntare anche su Davide Giannini. Il difensore classe 2005 rientrerà dal prestito del Pineto, ai cugini del ds Marcello Di Giuseppe non dispiacerebbe riaverlo per un’altra stagione ma sarà il nuovo allenatore biancazzurro ad avere l’ultima parola. In quel ruolo il Pescara ha sotto contratto Pellacani, Bettella e Capellini. Tutti e tre dovrebbero restare e il reparto già così dà ampie garanzie.

Quel “maledetto” calcio di rigore. A più di dieci giorni dalla retrocessione in C si continua a parlare del calcio di rigore di Padova. Inutile girarci intorno, l’errore dagli undici metri nei minuti finali di quel match ha vanificato una rimonta che stava certificando la bontà del Pescara 2.0. Oggi tutti condannano il Pescara perché i numeri dicono che è retrocesso (la terza consecutiva sul campo in B) ma l’episodio del rigore poteva trasformare in eroica una rincorsa che invece è restata incompiuta. Da Avellino in poi (se quel rigore fosse stato segnato) il Pescara ha viaggiato con una media da 4° posto in classifica. I numeri vanno analizzati e molto probabilmente il ds Pasquale Foggia ha nella sua mente anche la (difficile) conferma di Gorgone proprio per non disperdere quanto fatto negli ultimi due mesi e mezzo. E ripartire dall’ossatura forte di quella squadra potrebbe essere un grosso vantaggio per la futura serie C. Di sicuro non ci saranno Olzer e Di Nardo, ma le speranze di vedere in maglia biancazzurra Acampora e Brugman sono concrete.

I gironi. Ci sarà poi da considerare i gironi di serie C. Il Pescara dovrebbe essere sempre in quello centrale ( B) dove sulla carta dovrebbero finire anche le altre retrocesse Reggiana e Spezia. Ma non è escluso che i liguri possano andare nel girone A. Questo renderebbe meno infernale un girone che profuma di B con Perugia, eventualmente Ascoli, Sambenedettese, Reggiana e Pescara. Ma c’è tempo per riparlarne. Il tutto in attesa di capire chi sarà la quarta squadra retrocessa con la gara di ritorno tra Sudtirol e Bari dei play out prevista per venerdì. All'andata è finita 0-0 e l'11 di Castori avrà due risultati su tre per blindare la B.

Enrico Giancarli

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