Teramo, viaggio in via Longo tra muffe e abbandono
Tra i palazzi di via Longo, a Teramo, il tempo sembra sospeso fra un passato di vita semplice, autentica e rumorosamente popolare e un futuro che si fa fatica a scorgere. Nel mezzo c’è il presente fatto di porte e finestre sbarrate, muffe e calcinacci, transenne e abbandono. Via Longo e le sue palazzine di edilizia residenziale, austere e snelle, sono lì da più di settant’anni a raccontare la storia di una città e di un Paese intero. Una storia scritta da quelle famiglie numerose che hanno raccolto i cocci del dopoguerra e da una classe operaia che ha fatto studiare i suoi figli. Spesso per vederli andar via. Nel quartiere più popolare della città, oggi l’aria è cambiata. Un “oggi” che abbraccia almeno vent’anni. Perché è da almeno due decenni che le famiglie rimaste in via Longo, circa trenta, aspettano gesti di cura da parte del Comune. Gesti promessi, programmati, progettati ma mai arrivati (video di Giampiero Marcocci)