Trovato morto nella cella frigorifera, la famiglia si oppone all'archiviazione

14 Ottobre 2026

Formale opposizione alla richiesta di archiviazione, formulata dal pm presso la Procura di Larino, sarà presentata dall'avvocato Piero Lorusso che assiste Gennaro Costantini, Lidia Costantini e Gloria Costantini, rispettivamente genitori e sorella di Andrea Costantini, il 38enne trovato senza vita un anno fa nella cella frigorifera del supermercato dove lavorava a Termoli. "La famiglia Costantini - afferma il legale - esprime il proprio totale dissenso in merito alla richiesta di archiviazione del procedimento penale, attualmente iscritto contro ignoti per i reati di istigazione al suicidio, omicidio volontario e omicidio colposo". Attraverso il proprio legale, la famiglia ribadisce di essere convinta che non si sia trattato di suicidio, ma di omicidio per questi motivi: "L'arma bianca letale è stata rinvenuta a due metri di distanza dal cadavere, nascosta dietro delle cassette. È fisicamente impossibile che la vittima, a seguito di una lesione mortale al miocardio con immediato collasso, abbia avuto la forza di estrarre la lama, nascondere l'arma e tornare nel punto del decesso". Inoltre, vi sarebbe una palese "alterazione del luogo dei fatti per quanto riguarda il ritrovamento del biglietto d'addio. Testimoni lo descrivono piegato nella tasca dei pantaloni della vittima, mentre le foto della scena del crimine lo ritraggono disteso e ben visibile accanto a un computer".