Vittoria di Pirro per Farage a Clacton, tra prese in giro e scandali sulle donazioni

Il leader di Reform Uk non si presenta al conteggio: «Voglio evitare l’imbarazzo». Il mandato popolare non basta: l’inchiesta sui finanziamenti è già ripartita
LONDRA. Giovedì scorso è stato annunciato il trionfo di Nigel Farage, veterano della destra populista, all’elezione suppletiva per il collegio parlamentare di Clacton, precedentemente vinto dallo stesso Farage alle elezioni politiche del 2024. Ma al conteggio dei voti, il leader di Reform UK non si è presentato, preferendo seguire i risultati al “Farage Fest”, un evento parallelo a cui era stato ammesso solo Gb News, l’emittente per cui lavora il parlamentare. Quella di Farage non era l’unica assenza degna di nota: al conteggio non era presente nessuno dei grandi partiti, nonostante i 34 candidati (record britannico), tra i quali però solo Farage proveniva da un partito rappresentato in parlamento. Malgrado l’ampio margine di vittoria – l’ex eurodeputato ha ricevuto il 63% del voto – Farage ha giustificato l’assenza dichiarando «non voglio essere umiliato da nessuno».
Guardando alla lista dei candidati presenti al conteggio, l’affermazione risulta meno sorprendente: tra i concorrenti figuravano Nick l’incredibile mattone volante, Joseph 77, Woke Trump Carrzee e altri nomi altrettanto stravaganti, tutti candidati satirici. Di gran lunga il più in vista tra questi, che è riuscito a consolidare la grande maggioranza del voto anti-Reform arrivando secondo con il 27% del voto, è stato Count Binface (Conte Faccia-di-bidone), l’auto-descritto guerriero spaziale intergalattico vestito da bidone della spazzatura, la cui campagna contro Farage ha ricevuto l’attenzione dei media nazionali per vari mesi.
La vicenda che ha prodotto questa strana elezione ha inizio a maggio, quando la Commissione per gli standard parlamentari apre un’inchiesta su una donazione potenzialmente illecita – perché non dichiarata – di 5 milioni di sterline ricevuta dal magnate delle criptovalute Christopher Harborne. Sulla natura di quel denaro, Farage fornisce versioni diverse nel corso di due mesi: a fine aprile, prima dell’apertura dell'inchiesta, l’aveva definita «un regalo da spendere per la sicurezza personale»; il 14 maggio diventa «un premio per la campagna per la Brexit»; infine, il 23 giugno, alla BBC, la definisce solo «un regalo incondizionato».
Di conseguenza, Farage ha scelto di dimettersi, sospendendo così l’inchiesta e innescando un’elezione suppletiva nel collegio di Clacton, nella quale si sarebbe ricandidato per «lasciare che fossero gli elettori di Clacton a giudicare le sue azioni». Presentandosi ai suoi elettori, sperava di ottenere una vittoria facile, ponendosi come la “voce del popolo” contro la “caccia alla strega” dell’establishment. Questa strategia si è complicata quando tutti i principali partiti politici – i Liberal Democratici, il Labour, i Conservatori, i Verdi e persino il partito di estrema destra Restore Britain – hanno annunciato che non avrebbero presentato candidati alla suppletiva, considerandola una trovata politica orchestrata da Farage per evitare di rendere conto delle proprie azioni.
Farage si è così ritrovato in quella che è rapidamente diventata una corsa a due con Binface, che si è proposto come «candidato d’unità» per gli elettori anti-Farage. Il fatto che Farage stesse – nelle parole dell’ex cancelliera laburista Rachel Reeves – «passando l’estate a litigare con un bidone della spazzatura» è diventato un motivo ricorrente di derisione, e Farage è stato in gran parte escluso dal dibattito politico nazionale nel momento cruciale del passaggio di consegne a Downing Street, con le chiavi del numero 10 passate da Keir Starmer ad Andy Burnham.
La vittoria a Clacton, tuttavia, si è rivelata un boomerang per Farage. Invece di dargli un voto di fiducia, l’elezione si è trasformata in un episodio imbarazzante per Farage: la vittoria conta poco in termini politici data l’assenza dei candidati dei grandi partiti, impedendo a Farage di smentire in modo credibile le accuse di finanziamenti illeciti.
Tutto sommato, anziché screditare le critiche degli altri partiti, l’elezione a Clacton sembra aver aggravato l’attuale momento di crisi di Reform. Il partito è scivolato nei sondaggi, perdendo il vantaggio che deteneva da oltre un anno a favore del Labour di Burnham. Il partito Conservatore, che alcuni avevano dato per morto dopo le ultime elezioni politiche, hanno registrato una lieve ripresa nei sondaggi, trovandosi ora solo pochi punti dietro al partito di Farage.
Dall’annuncio della propria candidatura, sembra che i problemi per Reform si stiano moltiplicando. Restore Britain, fondato a febbraio dal parlamentare ex Reform Rupert Lowe, sta diventando un nuovo competitore per il voto di destra radicale, ottenendo buoni risultati alle elezioni per il collegio di Makerfield e quelle per il sindaco di Manchester, entrambe vinte da Labour. Inoltre, alle accuse attinenti a Christopher Harborne si sono aggiunte altre, questa volta a carico del vicepresidente Richard Tice: a luglio è emerso che alcune sue donazioni sono state segnalate alle autorità: George Cottrell - finanziere storicamente vicino a Farage, arrestato in America nel 2016 per frode e associazione a delinquere per riciclaggio di denaro – ha prestato 80mila sterline alla società di Tice. Sua madre, Fiona Cottrell, ha invece donato un milione di sterline al think tank di Tice Britain means business, che ha poi girato 500mila sterline a Reform. Poi, a fine luglio è emerso che la Metropolitan Police di Londra indagava già dal febbraio 2025 su altre due donazioni dalla famiglia Cottrell da 250mila sterline ciascuna.
A poche ore dalla fine del conteggio dei voti, l’inchiesta parlamentare sui 5 milioni di sterline era già stata riaperta, riportando Farage nel mirino della Commissione per l’etica parlamentare. Ma sul mandato popolare che Farage avrebbe voluto usare come scudo resta un punto interrogativo. Secondo un sondaggio YouGov pubblicato il 10 luglio, il 73% del pubblico (tra cui il 40% degli elettori Reform del 2024) sostiene che Farage sia «losco» o «inaffidabile», la percentuale più alta tra tutte le figure politiche incluse nel questionario. Se il leader risulterà colpevole delle accuse, una petizione degli elettori – il meccanismo di “recall” previsto dal sistema britannico per i deputati sanzionati – potrebbe far scattare un’altra suppletiva a Clacton, dove Farage avrebbe la possibilità di ricandidarsi. Data la lealtà del collegio a Farage e alla destra populista, il parlamentare potrebbe vincere anche questa volta, ma l’immagine di Reform nel resto del paese sarebbe ulteriormente danneggiata. Resta da vedere se il partito potrà permettersi un’altra tornata elettorale all’ombra dello scandalo.
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