A Bussi scoppia il primo rogo dell’estate

Fiamme innescate da un fulmine. Determinante l’intervento di due Canadair. Il bilancio: distrutti 5 ettari di sottobosco
BUSSI SUL TIRINO. Non è stata una semplice bomba d'acqua, ma un improvviso rovescio che ha scaricato in pochi minuti parecchi millimetri di acqua accompagnati da fulmini. E sarebbe stato proprio un fulmine ad innescare il primo focolaio d'incendio, il primo rogo che si verifica in Val Pescara in questo scorcio di estate 2018, originatosi nel primo pomeriggio di ieri verso le 16. La zona colpita e quella situata alla sinistra del corso del fiume Pescara dopo il bivio per Bussi sul Tirino percorrendo la strada Tiburtina Valeria verso Pescara.
Le prime fiamme e poi tanti piccoli focolai diffusi dal vento su una vasta area di circa quattro/cinque ettari, con un fronte di circa mezzo chilometro, sulla costa di un pendio che in alto arriva fino a Roccatagliata, dove sono situati i ripetitori della Rai. E’ una zona cerniera tra i territori del Parco del Gran Sasso e quello della Maiella, delimitata sulla sponda destra del Pescara dalla strada statale Tiburtina.
L'allarme è scattato immediatamente, lanciato dal vice sindaco di Bussi Paolo Salvatore, di professione Vigile del Fuoco, che poi è intervento sul posto ma in qualità di rappresentante dell'amministrazione comunale.
Sono stati impegnati due Canadair, giunti in Abruzzo dall’aeroporto romano di Ciampino, che hanno iniziato una spola con la costa, tra Pescara e Francavilla, ed hanno sorvolato poi la città di Chieti, procedendo verso la Maiella e il massiccio del Morrone, per scaricare sulle fiamme l’acqua dall'Adriatico, effettuando lanci a ripetizione in vari punti dell'area interessata dal rogo.
I due Canadair sono stati affiancati da tre aerei della sezione boschiva dei vigili del fuoco, lo speciale reparto dei pompieri dedicato solo allo spegnimento di incendi nei boschi. Salvatore presente sul posto spiega che: «L'azione di spegnimento con questo intenso e ripetuto intervento è stato finalizzato non solo a domare le fiamme innescatasi, ma anche come azione preventiva per limitare lo spargersi del rogo».
«Il fulmine», continua, «ha colpito una zona esposta alle correnti d'aria coperta in parte da macchia mediterranea e confinante con una pineta. Un patrimonio naturale di grande valore ambientale che peraltro fu quasi completamente distrutto», ricorda Salvatore, «alcuni anni fa da un incendio che rimase acceso per molti giorni».
«Inizialmente avevamo richiesto un solo Canadair», spiega invece il responsabile della Protezione civile regionale ingegner Silvio Liberatore, «Ce ne hanno inviato due perché c'era disponibilità e così abbiamo potuto eseguire un intervento più rapido e puntuale». Sul posto è intervenuto anche il presidente della Regione e senatore Luciano D'Alfonso. Complessivamente, sono stati effettuati 16 lanci e sono stati impegnati vigili del fuoco, Protezione civile regionale e di Pratola Peligna, Carabinieri forestali del comando di Tocco da Casauria.
La risposta del sistema di protezione civile è stata celere e massiccia e ha permesso di spegnere le fiamme intorno alle 20 di ieri, allontanando così gli spettri dell’estate infernale di un anno fa funestata da decine di roghi.

