A rischio in Abruzzo 14 specialità di formaggi

L'allarme di Coldiretti: il provvedimento farà sparire in Italia 487 prodotti tradizionali
L'AQUILA. Scatta l'allarme formaggio in polvere anche in Abruzzo. «Il via libera alla polvere di latte farà sparire 487 formaggi tradizionali censiti dalle regioni italiane ottenuti secondo metodi mantenuti inalterati nel tempo da generazioni». È quanto emerge da una analisi della Coldiretti presentata in occasione della mobilitazione di allevatori, casari e consumatori in piazza Montecitorio a difesa del made in Italy per impedire il via libera in Italia al formaggio e allo yogurt senza latte che danneggia e inganna i consumatori, mette a rischio un patrimonio gastronomico custodito da generazioni, con effetti sul piano economico, occupazionale ed ambientale. «Con un chilo di polvere di latte, che costa sul mercato internazionale 2 euro - sottolinea la Coldiretti - è possibile produrre 10 litri di latte, 15 mozzarelle o 64 vasetti confezioni di yogurt e tutto con lo stesso identico sapore perché viene a mancare quella distintività che viene solo dal latte fresco dei diversi territori».
I formaggi tradizionali a rischio nelle diverse regioni sarebbero: 63 in Lombardia, 51 in Piemonte, 45 in Campania, 40 in Lazio, 35 in Toscana, 33 in veneto, 26 in Sicilia, 24 in Calabria, 17 in Sardegna, in Puglia e in Liguria, 15 in Friuli e Trentino, 14 in Abruzzo, 13 in Basilicata, 12 in Emilia Romagna e in Molise, 11 nelle Marche, 9 in Val d’Aosta e 4 in Umbria. Tra i formaggi tradizionali abruzzesi a rischio i più tipici come il canestrato di Castel del Monte, il pecorino di Farindola e di Atri, lo stracchino di Villetta Barrea, la scamorza di Rivisondoli, il provolone e il burrino di Tornareccio, il caciocavallo di Ocre, il burro di Ovindoli e diverse altre specialità di montagna.

