Abruzzesi al Vinitaly tante novità e qualche ritorno

23 Marzo 2015

Padiglione regionale affollato, spazio a realtà consolidate e ad aziende giovani con una forte impronta territoriale

VERONA. Vini da matinée per il pubblico di Vinitaly 2015 che alle 10 di ieri mattina già affollava gli stand, compresi quelli abruzzesi. Una 49ma edizione della storica fiera veronese che lascia spazio a realtà consolidate e a tante novità. Presenta “Fosso Cancelli” Chiara Ciavolich, poco meno di 1300 bottiglie numerate, prima annata 2007, etichetta che promette un'ottima longevità in bottiglia. Masciarelli dal suo, dopo aver lanciato proprio ieri il nuovo portale internet che si basa sul concept del “piacere paziente”, si racconta con la linea classica rivisitata e già premiata al concorso del packaging di questo Vinitaly, mentre espone le nuove etichette dei Villa Gemma, propone il San Martino Marina Cvetic 2011 elevato a riserva e spinge il rosato “Gianni Masciarelli” sul disciplinare del Cerasuolo.

Se sono positive le novità è positivo anche l'approccio dei vignaioli abruzzesi con l'attuale Vinitaly. Cristiana Tiberio parla di aspettative ottimistiche e di un focus per questa fiera sempre più orientato verso i mercati extraeuropei.

L'azienda di Controguerra che Emilia Monti porta avanti con il marito Mirko Papirii punta invece sul nuovo Cerasuolo 2014, il “Femina” - nome latino sullo stile aziendale - che omaggia la femminilità con un disegno di Francesco Perilli. Altro Cerasuolo, sempre dalle colline teramane, arriva dalla cantina di Corrado De Angelis Corvi, entusiasta di questo vino con cui brindare ad un Vinitaly partito bene, con persone giuste secondo le aspettative, meno visitatori che operatori del settore, e una certa prospettiva di crescita nei prossimi giorni. Prospettiva che avverte anche Sabatino Di Properzio di La Valentina, impegnato a spiegare le nuove etichette della sua linea classica illustrate con la sezione aurea e successione di Fibonacci. Mentre Valentina Di Camillo della Tenuta i Fauri osserva un’atmosfera differente quest'anno, dovuta alla voglia di mettersi insieme dei produttori - il richiamo è alla associazione “èAbruzzo” - per far conoscere seriamente il territorio regionale. Positiva è poi la prima impressione dei fratelli Nicodemi, che registrano un'affluenza migliore rispetto all'anno precedente, anche qualitativamente quanto a presenza di addetti ai lavori più che di pubblico di curiosi, mentre lasciano assaggiare il loro premium wine Neromoro che con l’annata 2011 torna sul mercato dopo un’assenza di due anni. Stesso periodo fuori mercato per il Pecorino "Yare" con cui l'azienda Il Feuduccio di Santa Maria d'Orni torna a questo Vinitaly dalle colline teatine, una piccola produzione 2013 di appena 640 bottiglie, assieme a una leggera vena polemica di uno dei titolari, Paolo Neri, che vorrebbe per l'Abruzzo una visibilità maggiore nella kermesse veronese. Non si sente mai di polemizzare sul Vinitaly invece Domenico Pasetti, che a fine fiera è sicuro di trarre una buona somma dopo aver ottenuto, ad un giorno appena dall'apertura dei tornelli, dei buoni risultati di visita tra buyer, giornalisti e pubblico. «Vedo tanti giovani che vanno in giro» commenta Pasetti, presidente di Coldiretti Abruzzo «e dico ai miei collaboratori di riservargli la stessa attenzione che riservano ai nostri importatori. Sono loro d'altronde il futuro del consumo del vino».

©RIPRODUZIONE RISERVATA