Abruzzo a ostacoli: con il nuovo anno ricomincia l’odissea sull’A14

12 Gennaio 2026

Lavori, chiusure di notte e ritardi: finita la pausa natalizia, domani e mercoledì stop al traffico tra Pineto-Atri e Pescara Nord

PESCARA. Finita la parentesi delle feste, sull’A14 non riparte soltanto il traffico. Riparte l’attesa: tornano i cantieri, le corsie dimezzate, torna quella sensazione di viaggio sospeso che da quasi 6 anni accompagna lavoratori, studenti e pendolari che attraversano l’Abruzzo lungo l’autostrada adriatica. È come se il tempo, su quel nastro d’asfalto, si fosse inceppato nell’autunno del 2019, quando i lavori sono iniziati senza mai restituire una data di fine certa. Da quel momento si procede a strappi: pause brevi, riaperture parziali, nuovi restringimenti e deviazioni improvvise. E mentre il traffico torna a scorrere a singhiozzo, arrivano nuove chiusure a scandire le notti di coloro che, quell’autostrada, la vivono ogni giorno.

TORNANO LE CHIUSURE NOTTURNE

Nelle notti di domani e dopodomani, dalle 22 alle 6, per consentire «attività di finiture e collaudi finalizzati al potenziamento degli impianti della galleria Fonte da Capo e alle attività di ispezione delle gallerie Pianacce, Solagne e Colle Pino – come chiarisce Autostrade per l’Italia – sarà chiuso il tratto compreso tra Atri-Pineto e Pescara nord-Città Sant’Angelo – in entrambe le direzioni. E per chi viaggia, l’Adriatica che passa in mezzo ai paesi si trasforma in un percorso alternativo obbligato: verso Pescara e Bari si dovrà uscire ad Atri Pineto, seguire la statale 16 in direzione Pescara e rientrare in A14 a Pescara nord Città Sant’Angelo. In direzione Ancona e Bologna, invece, l’uscita obbligatoria sarà a Pescara nord, per poi proseguire sulla statale 16 verso Ancona e rientrare in autostrada ad Atri Pineto. Un giro più lungo, più lento, più incerto, che si aggiunge a una quotidianità già appesantita. Una chiusura che si riflette a cascata su aree di servizio e parcheggi: non saranno accessibili Torre Cerrano ovest e Fonte Antica ovest in direzione sud, né Torre Cerrano est e Fonte Antica est in direzione nord. All’interno delle aree di servizio sarà inoltre istituito il divieto di sosta dalle 18 di domani alle 6 del giorno successivo, per poi riprendere dalle 18 di mercoledì alle 6 di giovedì.

L’APPELLO DEI SINDACI

C’è chi parte prima dell’alba per non arrivare tardi al lavoro; chi controlla ossessivamente le mappe sul telefono sapendo che non diranno mai la verità fino in fondo; chi mette in conto un’ora in più senza sapere se basterà. Dopo la sospensione natalizia dei cantieri – dal 4 al 9 dicembre e poi dal 17 dicembre al 7 gennaio 2026 – i lavori sono ripresi e, con essi, sono tornate le polemiche. Perché se nessuno mette in discussione la necessità di interventi di messa in sicurezza, è altrettanto vero che l’assenza di un orizzonte temporale ha trasformato un’opera pubblica in un disagio strutturale. I cantieri non sono più percepiti come temporanei, ma come una condizione permanente del vivere e del muoversi in Abruzzo. Una presenza costante che condiziona orari, scelte, appuntamenti, consegne, e che pesa anche sulle strade alternative, in particolare sulla statale 16, costringendo i Comuni a farsi carico dei danni causati dal traffico deviato di camion e mezzi pesanti. È in questo clima che, nelle prossime ore, potrebbe arrivare una comunicazione attesa da anni: l’assessore regionale alla Mobilità e ai Trasporti, Umberto D’Annuntiis, dovrebbe infatti indicare al sindaco di Fossacesia e vicepresidente del Consiglio nazionale Anci, Enrico Di Giuseppantonio, la data dell’incontro con i dirigenti di Autostrade per l’Italia. A dichiararlo è lo stesso Di Giuseppantonio: «Siamo pronti per scegliere una data, purtroppo con le festività il processo di è rallentato. Ma noi sindaci siamo tutti uniti su questo punto: meritiamo di sapere il termine dei lavori e speriamo che la Regione sia pronta a darci delle risposte. Al tavolo siederà anche l’assessora regionale alle Attività Produttive, Tiziana Magnacca». Per gli amministratori locali, però, la questione non è solo tecnica: è profondamente politica e quotidiana insieme. Perché se da un lato c’è l’impossibilità di rispondere ai cittadini che chiedono quando finiranno i disagi, dall’altro c’è un costo concreto che si scarica sui bilanci comunali. A dirlo con chiarezza è il sindaco di Pineto, Alberto Dell’Orletta, che non nasconde la propria esasperazione: «Sono molto critico e continuerò a esserlo finché non vedrò una volontà politica di condividere un cronoprogramma dei cantieri con i Comuni. A oggi non conosciamo il termine delle attività. L’ho chiesto all’assessore regionale D’Annuntiis, ma non ho ricevuto risposte». Parole che raccontano un senso di isolamento istituzionale. «Avevamo chiesto la sospensione del pagamento dei pedaggi in concomitanza con i cantieri e, invece, abbiamo ottenuto l’effetto contrario: un aumento. Oltre al danno, la beffa». Nel frattempo, spiega, il riversamento del traffico pesante sulle strade urbane produce danni che ricadono interamente sui Comuni: «Sono costi che dobbiamo sostenere noi, mentre i cittadini continuano a lamentarsi dei tempi di percorrenza imprevedibili». A Silvi il quadro non è diverso. Il sindaco Andrea Scordella parla di una situazione subita ormai da sei anni: «Noi sindaci patiamo questa condizione senza poter fare nulla. I cittadini affrontano disagi concreti, non solo per le tempistiche degli spostamenti, ma anche nelle ore notturne, per il rumore continuo dei camion». Le conseguenze sono visibili: «I tir ci hanno distrutto le rotonde, alcuni tratti della statale 16 sono completamente rovinati». Da tempo Silvi chiede la realizzazione della Variante alla statale 16, un’opera strategica per deviare il traffico dal centro abitato. «È inserita nei piani – ricorda – ma non è mai stata finanziata. E non è un bel biglietto da visita per una città che vive di turismo».

LA CNA E L’INVITO A COOPERARE

Il disagio, però, non è solo raccontato: è misurato. Un sondaggio condotto dalla Cna sul tratto Marche-Abruzzo dell’A14 – divulgato a fine anno – restituisce numeri che fotografano una sofferenza diffusa: l’89,8% degli intervistati segnala un aumento dello stress e del rischio alla guida; il 79% subisce almeno sei blocchi al mese; il 21,5% accumula ritardi di un’ora o più e, infine, il 61% parla di un impatto economico significativo sulla gestione aziendale, tra maggiori costi di carburante, minori guadagni e difficoltà nei rapporti con la clientela. Perché come se non bastasse, dal primo gennaio 2026, è arrivato un ulteriore peso: l’aumento dell’accisa sul gasolio. «Le imprese certificano danni significativi e continui», dichiara il presidente di Cna Abruzzo e vicepresidente nazionale, Bernardo Sofia, «non contestiamo la necessità dei lavori, ma l’assoluta incertezza sui tempi di conclusione è inaccettabile. Abbiamo imprenditori che sono stati costretti a ridurre il numero di consegne del 20 per cento. Siamo felici che la Regione stia organizzando, finalmente, una tavola di confronto, ma potrebbero coinvolgere la Cna: non siamo qui per fare polemiche, ma per migliorare il territorio».