Le 49 mitiche imprese di Rocky Marciano diventano un docufilm

2 Marzo 2026

L’opera è in fase di realizzazione e porta la firma di Antonio Mennilli, originario di Ripa Teatina come il grande campione di boxe

RIPA TEATINA. Il Festival Rocky Marciano di Ripa Teatina si arricchirà presto di un documentario americano girato, come spiega l’ideatore Antonio Mennilli, «quasi tutto a Brockton, città dove Marciano è nato e cresciuto». Mennilli è originario di Ripa Teatina e anche lui ora vive a Brockton (a sud di Boston), nello stato del Massachusetts, assieme alla moglie Laura Qirko e al loro figlioletto Cristiano. Mennilli non sa ancora se il documentario di 60 minuti sarà pronto per essere visionato a Ripa durante il Festival di quest’anno a luglio, ma, assicura che «verrà completato per essere proiettato in anteprima a Ripa». Prima di inoltrarci nelle caratteristiche del documentario, chiediamo a Mennilli di descriverci la sua esperienza da espatriato.

Tutto è cominciato nel 2023 quando Mennilli conosce Laura che, come traduttrice (oltre all’italiano, parla altre quattro lingue), faceva parte di una delegazione del Comune di Brockton arrivata a Ripa per partecipare al Festival Rocky Marciano, di cui Minnilli era uno dei membri dell’organizzazione. «Laura», spiega Mennilli, «è un’americana di origini albanesi che ha contributo allo sviluppo del documentario per presentare in maniera inedita la figura di Rocky Marciano, uomo e campione unico». Mennilli aveva 38 anni quando ha poi seguito Laura in America dove si sono sposati nel dicembre del 2024 e a novembre è nato il loro figlio Cristiano. Mennilli spiega anche che, mentre a Ripa era impiegato nell’ambito dell’assistenza sanitaria, in America è impegnato nell’ambito dei servizi alla ristorazione, «ho frequentato l’Istituto alberghiero», specifica.

Ad assisterlo nella produzione del documentario, oltre alla moglie Laura, è Angelo Ventresca, un finanziere americano di seconda generazione di origini abruzzesi che ha acquistato una casa a Sulmona dove si reca spesso con la moglie Gina. «Angelo è bravo nella gestione dei rapporti e nella comunicazione con gli intervistati», spiega Mennilli ed aggiunge che è stato Angelo a prendere contatti con Cable Access Television, la società che ha realizzato le riprese del documentario. In effetti, specifica Mennilli, «è stato Angelo a presentare l’idea del docufilm su Rocky mentre era alla casa natale di Marciano a Brockton». Seppur il titolo non sia stato ancora definito, Mennilli sa che sarà sia in italiano che in inglese, e poi avrà i sottotitoli in base agli intervistati, mentre la voce narrante sarà americana.

Il filmato sarà composto di 49 storie raccontate da 49 diversi personaggi poiché sono state 49 le vittorie di Marciano ottenute sui ring di boxe per i pesi massimi (senza mai una sconfitta). Tra questi personaggi spicca il figlio di Rocky, Rocky Marciano Jr., che abita a Fort Lauderdale nello stato della Florida. Sono in corso i contatti con l’altro campione di boxe, il contemporaneo Rocco Mattioli, nato a Ripa nel 1953 ma cresciuto a Melbourne in Australia e che ora abita a Milano, che non usa Internet.

L’interesse di Mennilli verso Rocky Marciano è iniziato quando da ragazzo era affascinato prima dalla storia del padre di Rocky, Pierino Marchegiano (cognome poi cambiato in Marciano), che aveva lasciato Ripa nel 1920 per emigrare in America, poi dal figlio campione, nato a Brockton e deceduto nel 1969 a 46 anni in un incidente aereo. Nonostante le sue attività e quelle della moglie (che insegna lingue al liceo), Mennilli torna a Ripa Teatina ogni inverno per poco tempo, mentre «in estate ci passiamo anche qualche mese», conclude.

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