stagione estiva

Abruzzo. Bagnini, camerieri e cuochi. Manca il personale per il mare

5 Maggio 2026

Corsa contro il tempo per cercare gli stagionali, ma la manodopera qualificata è introvabile

PESCARA

Manca pochissimo all’apertura della stagione estiva in Abruzzo. Dal 23 maggio tutti i lidi saranno operativi, muniti di sdraio, lettini e ombrelloni, pronti ad accogliere i turisti. Come anche gli hotel e le altre strutture ricettive. E parte la corsa al personale: qua e là, tra Pescara, Montesilvano, Alba Adriatica e Martinsicuro, sono comparsi cartelli per la ricerca di addetti alla spiaggia e di sala, cuochi e pizzaioli, assistenti bagnanti e receptionist. Un problema che si ripete, puntualmente, ogni anno ed è legato alla stagionalità degli impieghi, ma anche alla paga mensile. Sono sempre meno gli italiani disposti a sacrificare il periodo estivo per un impiego trimestrale negli stabilimenti balneari.

Non si trovano le figure classiche a partire da quelli che, negli anni Novanta, si chiamavano bagnino e che, nell’immaginario collettivo dei giovanissimi, rappresentava una ghiotta occasione per raggranellare qualche soldo godendosi il mare. Stesso discorso per aiuto cuoco e personale di sala: lavori appannaggio, per lo più, di extracomunitari che, però, devono fare i conti con l'ostacolo della lingua. «La chiave di tutto è la formazione», afferma Simone Sardini, presidente Fiba Confesercenti Abruzzo, «rispetto allo scorso anno la ricerca di personale per la stagione estiva si è attivata con anticipo e sta dando risultati, ma il vero problema è che manca personale qualificato in grado di essere inserito subito sul posto di lavoro. Serve formazione specifica per le attività stagionali perché la qualità del personale di sala o degli addetti alla cucina fa la differenza nell’accoglienza dei turisti».

Trattandosi di attività stagionali, ogni anno i gestori di lidi e alberghi devono iniziare una nuova ricerca. «Per quanto riguarda le spiagge», sostiene Sardini, «un problema serio lo ha posto l’ordinanza della Regione Abruzzo che impone ai concessionari dei lidi la presenza di un assistente bagnanti già dal mese di maggio. La stagione estiva parte sempre un po’ più tardi, proprio per la difficoltà a reperire bagnini, con i ragazzi che sono per lo più ragazzi che frequentano la scuola fino a giugno». Intanto, in vista del 23 maggio, si preparano gli arenili, si livellano le spiagge e compaiono le prime lunghe file di palme e ombrelloni. «Ci aspettiamo una stagione positiva, che sia migliore rispetto allo scorso anno», afferma Sardini, «considerando gli scenari di guerra che stanno frenando gli spostamenti dei turisti italiani all’estero. Ma va detto che c’è una grande crisi economica, che pesa sulle tasche degli italiani».

La carenza di personale stagionale per l’estate 2026 tocca diversi settori turistici dalla ristorazione, agli alberghi fino ai lidi, spinta dalla preferenza per impieghi stabili. Ma a pesare sulla scelta sono anche gli orari ritenuti da molti eccessivi, alloggi costosi e salari poco competitivi. E il risultato è sempre lo stesso: i gestori delle strutture faticano a reperire figure qualificate.

La nuova frontiera dei lavori estivi è rappresentata da giovani extracomunitari, come conferma il presidente del Sindacato balneatori Confcommercio Abruzzo e presidente di Confcommercio Pescara, Riccardo Padovano: «Anche quest'anno siamo alle prese con la carenza di addetti nel settore della ricettività, soprattutto balneare», sostiene Padovano, «la scorsa settimana abbiamo avuto una riunione con i referenti del Centro per l’impiego, che ha attivato dei tirocini formativi, per favorire l’incontro tra domanda e offerta. In 48 ore è possibile avere la figura professionale che si cerca, sul posto di lavoro. Ma si tratta, per lo più, di giovani extracomunitari disposti a lavorare nel settore, che vengono inseriti con impieghi stagionali, come assistenti bagnanti in spiaggia, in cucina o come personale di sala. Lo scoglio da superare, spesso, è la lingua: conoscono poco l’italiano e fanno fatica a rapportarsi con la clientela».

A mancare sono un po’ tutte le figure, ma al primo posto della classifica figurano i bagnini, oggi chiamati assistenti alla balneazione. Trovare giovani con regolare patentino, disposti a coprire il periodo che va da maggio a settembre, è sempre più difficile. Scarseggiano anche aiuti cuoco, pizzaioli, personale di sala e di reception. Anche gli animatori per villaggi e baby club scarseggiano. Il motivo è semplice: i lavoratori cercano impieghi a tempo indeterminato e meno precari, che non si esauriscono nell’arco di tre-quattro mesi. Sulla piatto della bilancia fanno la differenza anche stipendi, spesso ritenuti non adeguate per le offerte stagionali. Non ultima, per gli addetti che arrivano da fuori città, la mancanza di alloggi a prezzi accessibili nelle località turistiche. Quella della ricerca di personale è una corsa contro il tempo, in vista del taglio del nastro della stagione estiva. «Siamo pronti ad accogliere i turisti», dice Padovano, «abbiamo attivato anche una convenzione con un istituto bancario per concedere l’affitto di palme e ombrelloni, per periodi più lunghi, a rate. Così da non pesare troppo sul budget delle famiglie, data la crisi internazionale».

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