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Il commentone della 35esima giornata di Serie A

4 Maggio 2026

L'Inter batte il Parma e si laurea campione d'Italia con 3 giornate di anticipo! Arrivano anche i primi verdetti negativi: Verona e Pisa salutano la Serie A. Infine, in zona Champions, la Roma può approfittare dei passi falsi di Milan e Juventus e accorciare sul quarto posto.

Pisa vs Lecce

La 35esima giornata si apre con la sfida tra Pisa e Lecce, alla disperata ricerca di punti per allontanarsi dalla Cremonese terzultima. Partono meglio i padroni di casa, che con Stojilkovic vanno vicini al vantaggio in ben due occasioni: al 15’ lo svizzero colpisce l’esterno della rete, mentre al 21’ è decisivo l’intervento in scivolata di Tiago Gabriel, che si immola e salva un gol già fatto. I giallorossi faticano soprattutto negli ultimi metri, con la migliore chance che è del tutto fortuita: brivido enorme per Akinsanmiro, che per poco non compie un incredibile autogol con un retropassaggio fuori misura, sul quale Semper ci arriva in scivolata. Nella ripresa cambia quasi immediatamente il parziale: Ramadani recupera un pallone al limite della propria area e lancia immediatamente per Cheddira. L’italo-marocchino è bravissimo a resistere all’assalto di due avversari e poi a cambiare gioco per Banda: il 19 accelera e poi fa partire un potente diagonale mancino, che non lascia scampo a Semper. La quarta rete in campionato di Lameck Banda vale il vantaggio, che però dura molto poco: rimessa lunga che viene allontanata da Siebert, con Leris che vede spiovere la sfera e, da posizione più che defilata, colpisce al volo, pescando l’angolino. Sussulto d’orgoglio delle Torri, che vogliono evitare di salutare la Serie A davanti ai propri tifosi. I salentini non sono però d’accordo e, al 65’, trovano un gol fondamentale in chiave salvezza: ripartenza meravigliosa condotta da Pierotti, che percorre quasi 60 metri palla al piede, salta Caracciolo e poi appoggia per Cheddira, che di potenza sigla la prima rete con la maglia dei Lupi. Termina così per 2-1 in favore della formazione di Eusebio Di Francesco, che vola a +4 sulla Cremonese in attesa del match tra i grigiorossi e la Lazio; allo stesso tempo, ecco i primi verdetti: sia Pisa che Verona sono ufficialmente le prime due retrocesse della Serie A 2025/2026.

Udinese vs Torino

Il sabato inizia con il match tra Udinese e Torino. Partono forte i bianconeri, che dopo 22 minuti vanno in vantaggio: recupero di Buksa che serve Zaniolo, con il pallone che torna al polacco dopo un rimpallo: l’ex Midtjylland prende la mira e, a porta quasi completamente vuota, colpisce il palo, con Zaniolo che insacca sulla ribattuta. Sebbene la rete sia in un primo momento convalidata, sembrava evidente anche a velocità normale la posizione di offside dell’ex Roma, che deve attendere ancora per tornare a festeggiare un gol: l’ultima marcatura risale addirittura alla partita d’andata. È nel recupero della prima metà di gioco che si spezza l’equilibrio: gran dribbling di Solet e palla per Ekkelenkamp, che cerca di metterla sul secondo palo: Obrador è in vantaggio su Ehizibue ma pasticcia con il pallone, con il nigeriano che ne approfitta e insacca con una zampata da pochi passi. E nel secondo tempo ecco subito il doppio vantaggio: corner a rientrare di Miller e ottima incornata di Kristensen, che anticipa un Paleari disattento e sigla il terzo gol stagionale dopo quelli al Verona e all’Atalanta. Finisce 2-0, con le due squadre che hanno ormai raggiunto l’obiettivo stagionale e cercano di togliersi le ultimi soddisfazioni.

Como vs Napoli

Alle 18 si gioca al Sinigaglia, dove il Como deve superare l’ostacolo Napoli per continuare a sognare la Champions League. Partenza a razzo dei lariani, che vanno a un passo dal vantaggio dopo appena 8 minuti: grande imbucata di Nico Paz per Douvikas, che salta Milinkovic-Savic ma poi centra in pieno Rrahmani, che compie un salvataggio prodigioso. In generale, nei primi 45 minuti la pressione dei padroni di casa frutta qualche occasione, non sfruttata però dai padroni di casa. Nello specifico, errore sottoporta di Diao al 30’: ripartenza condotta ancora una volta da un ispiratissimo Paz, che dopo una percussione centrale allarga sul senegalese: la conclusione dell’ex Betis è però centrale e poco potente, con Milinkovic-Savic che si oppone senza troppi problemi. Nella ripresa non cambia il canovaccio tattico del match: i biancoblu continuano a fare la partita, mentre i partenopei aspettano e cercano colpire in contropiede, anche se la strategia non ha pagato fino a questo momento. Sembra che le due squadre siano fisicamente molto stanche, con un giocatore su tutti che cerca però di cambiare l’esito dell’incontro: Nicolás Paz Martínez. Il talento argentino (che tornerà al Real a fine stagione, chissà se solo di passaggio o per restarci) imbuca alla perfezione per Baturina al 64’, con il croato che si incarta un po’ ma poi sorprende quasi tutti calciando, in caduta, con la punta, trovando però la super risposta dell’estremo difensore serbo del Napoli. Dopo una gara molto più difensiva che offensiva, la formazione di Antonio Conte ci prova nel finale, con un’azione individuale di Matteo Politano: l’ex Inter riceve sulla fascia destra, rientra ai danni di Moreno e Morata e poi conclude a giro, con il palo che gli nega la gioia del gol. Pareggio a reti bianche tra Como e Napoli anche al ritorno, con le speranze europee del Como che vengono un po’ ridimensionate e con gli azzurri che restano al secondo posto in classifica.

Atalanta vs Genoa

In serata si affrontano Atalanta e Genoa. La sfida non è ricca di emozioni, con qualche intervento di Bijlow da segnalare: l’ex estremo difensore del Feyenoord salva un tap-in quasi a botta sicura di Raspadori e poi si distende su un ottima conclusione sul primo palo di Krstovic, meritandosi la palma del migliore in campo a fine partita. L’unico episodio che avrebbe potuto cambiare l’epilogo del match capita al 79’: azione insistita della Dea, con Zalewski che serve a rimorchio Raspadori, bravissimo a spostarsela sul destro e sfortunato al momento del tiro, con la palla che pizzica la traversa e termina sul fondo. Altro 0-0, che testimonia la poca intraprendenza di alcune squadre dopo aver raggiunto i propri obiettivi.

Bologna vs Cagliari

All’ora di pranzo di domenica si sfidano Bologna e Cagliari. Nonostante già due gare siano terminate senza gol, questa partita è, se possibile, ancora più povera di occasioni: l’unico momento degno di nota è al 3’, con Deiola che corregge in porta un tap-in di testa di Dossena, ma partendo da posizione irregolare. Oltre a questo squillo, per i restanti 87 minuti ci sono pochi sussulti, facilmente sventati dai due portieri. Terzo 0-0 di giornata, peraltro consecutivo.

Sassuolo vs Milan

Alle 15 scende in campo il Milan, che vuole blindare la qualificazione Champions su un campo ostico come quello del Sassuolo. Avvio subito aggressivo dei neroverdi, che dopo 5 minuti la sbloccano: Thorstvedt sradica il pallone dai piedi di Jashari, poi serve Nzola che con il tacco favorisce Laurienté: il capocannoniere della scorsa Serie B allarga immediatamente per Berardi, che con il piatto incastra il pallone all’angolino. È il dodicesimo centro in carriera per Domenico Berardi contro il Diavolo, che è la sua vittima preferita al pari della Sampdoria. Gli emiliani vogliono provare a sfruttare l’inerzia a proprio favore e continuano a spingere sull’acceleratore: serve un super Mike Maignan al 7’, che salva con il palmo della mano un gran rasoterra di Nzola. La squadra di Max Allegri è completamente nel pallone e non riesce a creare azioni promettenti, ma un pasticcio difensivo concede una super chance a Leao: Muharemovic tentenna e poi rinvia su Koné, con il pallone che finisce tra i piedi di Leao: il portoghese decide di fare tutto da solo e fa partire un gran sinistro, che sibila accanto al palo. I rossoneri sembrano scarichi mentalmente e una follia complica ancora di più la partita: Laurienté va via a Tomori che lo stende, con Maresca che lo espelle per somma di ammonizioni addirittura al minuto 24. E nella ripresa i padroni di casa riescono anche a raddoppiare: uno-due tra Laurienté e Thorstvedt, con l’ala francese che di controbalzo spedisce il pallone in fondo alla rete. Un bruttissimo Milan cade a Reggio Emilia, sotto i colpi di Berardi e Laurienté: super partita per il Sassuolo di Fabio Grosso, che scavalca la Lazio in attesa del match di lunedì contro la Cremonese.

Juventus vs Verona

Alle 18 la Juventus affronta il già retrocesso Verona, con i bianconeri che possono approfittare della sconfitta del Milan e aumentare il vantaggio sul Como. Gran partenza della Vecchia Signora, che sfiora in due occasioni il vantaggio: prima Montipò è super su Conceicao al 16’, mentre poi è la traversa a dire di no a Bremer, che aveva preso il tempo alla difesa gialloblu. Sembra che il gol dei padroni di casa sia nell’aria, ma un errore da matita blu cambia tutto: Bremer appoggia male per Kalulu, con Bradaric che intercetta e serve immediatamente Bowie: lo scozzese conclude di prima intenzione sul primo palo, beffando Di Gregorio e gelando lo Juventus Stadium. Il Verona, già ufficialmente retrocesso, si trova in vantaggio a Torino contro la Juventus, alla disperata ricerca di punti per il piazzamento Champions. La squadra di Luciano Spalletti subisce il contraccolpo psicologico della rete: dopo un match sostanzialmente dominato fino a quel momento, i piemontesi si trovano sotto nel punteggio. Serve una scossa per spostare anche l’inerzia della partita e viene data da Dusan Vlahovic nella ripresa: al 62’ il serbo si incarica di una punizione e beffa Montipò sul suo palo, tornando a segnare dopo 179 giorni di digiuno. Ora i bianconeri attaccano a pieno organico e Montipò è grande protagonista: l’estremo difensore nato a Novara è provvidenziale prima sulla volée e poi sulla deviazione aerea di Conceicao, vincendo per la terza volta nel match la sfida individuale con il figlio d’arte. Ma l’occasione più ghiotta arriva nel finale, nel terzo minuto di recupero: Zhegrova riceve da Boga, rientra sul mancino e tira, con Montipò che devia sul palo ed è fortunato nel rimpallo, poiché la sfera non termina in fondo alla rete nonostante gli caramboli sulla schiena. Che scivolone per la Juventus, che pareggia in casa contro il Verona e perde una grande opportunità, con le ultime 3 gare che saranno infuocate; da elogiare, invece, gli scaligeri, che nonostante il verdetto di venerdì sera hanno messo in campo uno splendido spirito di squadra e di sacrificio, che sarà la base da cui ripartire il prossimo anno.

Inter vs Parma

In serata gioca l’Inter, che con un punto potrebbe laurearsi campione d’Italia con 3 giornate di anticipo. Il destino ha voluto mettere come ultimo ostacolo il Parma: sono stati proprio i crociati a lanciare da tecnico Cristian Chivu in Serie A, che ora può salire sul tetto d’Italia contro la sua ex squadra. Partenza subito aggressiva della Beneamata, che però sbatte sul muro eretto dalla formazione di Cuesta: i gialloblu vogliono rimandare la festa nerazzurra, facendo blocco basso e cercando di sorprendere in contropiede. Dopo qualche tentativo (su tutti un colpo di testa di Dumfries, a lato di un soffio), al 25’ arriva un’occasionissima per il Biscione: azione tutta di prima, con Barella che serve Sucic che va da Esposito, bravissimo spalle alla porta e favorire nuovamente Barella con un colpo di tacco; il capitano interista fa partire un mancino splendido, che si infrange sulla traversa e poi sbatte sulla schiena di Suzuki: il portiere giapponese è super reattivo, anticipando il possibile tap-in di Thuram con un eccezionale colpo di reni. Non è una gara semplice per i padroni di casa, ma al tramonto del primo tempo ecco il gol che dà il via alla festa: penetrazione centrale di Sucic, che poi serve Zielinski: il polacco imbuca per Thuram, che con il piattone trafigge Suzuki. Che numeri per Marcus Thuram, che nonostante un lunghissimo periodo di digiuno sigla il 18esimo gol in tutte le competizioni, eguagliando il precedente record personale di reti in una singola stagione considerando il club. Nella ripresa si cerca i tutti i modi il raddoppio, che arriva al minuto 80: imbucata di Bisseck per Lautaro, preciso a servire il tutto solo Mkhitaryan a centro area, che non può fallire a porta completamente vuota. È il momento di festeggiare, con tutto lo stadio che inizia a cantare “I campioni dell’Italia siamo noi”: non c’è più spazio per la scaramanzia, il titolo è ormai veramente a un passo. Al 90’ Suzuki in qualche modo evita anche il 3-0, strozzando l’urlo di gioia a Frattesi con un intervento miracoloso. Sono le 22.39 del 3 maggio 2026, l’Inter è campione d’Italia per la 21esima volta nella sua storia: scatta immediatamente la festa, con tutti i giocatori che corrono sotto la Curva Nord e con tantissimi tifosi a riempire piazza del Duomo, dove poi arriveranno anche i giocatori nerazzurri per continuare a celebrare lo scudetto.

A chiudere la 35esima giornata i posticipi Cremonese-Lazio, con i padroni di casa che devono rispondere al Lecce se vogliono continuare a lottare per restare nella massima serie, e Roma-Fiorentina, con la Lupa che non può permettersi passi falsi se vuole continuare a sperare nella qualificazione alla prossima Champions League.