Abruzzo civico «Un progetto che va oltre i partiti»

PESCARA. Ieri era all’Aquila, venerdì a Ortona, giovedì a Lanciano. Giulio Borrelli, coordinatore di Abruzzo Civico, gira per i collegi quanto e più di un candidato. L’obiettivo è spiegare, chiarire,...
PESCARA. Ieri era all’Aquila, venerdì a Ortona, giovedì a Lanciano. Giulio Borrelli, coordinatore di Abruzzo Civico, gira per i collegi quanto e più di un candidato. L’obiettivo è spiegare, chiarire, precisare la formula che fa di Abruzzo civico una lista unica nella compagine elettorale regionale, e rintuzzare i tentativi di “disinformazione” che vengono anche da alcuni alleati.
«Noi siamo un progetto politico», spiega Borrelli, «che unisce persone diverse: consiglieri e amministratori eletti nelle liste civiche, cattolici democratici, liberaldemocratici, diversi esponenti di sinistra, tra cui ex dirigenti Pd, o persone che vengono da esperienze di centrodestra. Per questo non possiamo essere ricondotti a un solo partito. Il denominatore comune di tutte queste persone è il civismo. Sono persone che ritengono di fare del riscatto civico un progetto su misura per l'Abruzzo». Il punto di partenza, dice Borrelli, «è il giudizio critico» sulla precedente giunta, «priva di visione».
L’ex direttore del Tg1 fa l’esempio delle infrastrutture, «ritenute inutili, al contrario dei servizi immateriali di rete, fino a quando non fu Marchionne alla Sevel a sollecitarne la realizzazione». La visione di Abruzzo Civico passa per la riduzione dei costi della politica, l’accorpamento o la privatizzazione delle aziende partecipate, la realizzazione di nuova occupazione attraverso la detassazione delle Pmi. Abruzzo civico è presente alle regionali ma non alle europee. E Borrelli ritiene che «molti elettori daranno un voto differenziato: sosterranno il progetto di Abruzzo Civico, ideato per la nostra regione, mentre per le europee si orienteranno verso liste di partiti diversi. Ci sono buoni candidati in Scelta europea, alcuni anche abruzzesi, così come buoni candidati ci sono nel Pd. Anche il M5S ha persone preparate, anche se, personalmente, non condivido alcune loro visioni europee. Credo, comunque, che anche per cambiare questa Europa, bisogna ripartire dalle comunità, dai bisogni e dalle richieste dei popoli».

