Abruzzo, l’economia del futuro e la doppia sfida della transizione 

Energie rinnovabili, digitalizzazione e innovazione: le tre parole chiave per lo sviluppo delle aziende Il professor De Luca (Ateneo d’Annunzio): «Percorso che porta vantaggi anche nell’accesso al credito»

PESCARA. Un Abruzzo che resiste e allo stesso tempo si trasforma, diventando punta di diamante in settori innovativi e facendo proprie le nuove istanze di un mondo che cambia. È questa la fotografia emersa dall’affollatissimo convegno organizzato da PwC, che si è tenuto ieri mattina all’Aurum di Pescara. L’occasione era la presentazione di Top200 Abruzzo e Molise, la ricerca realizzata da PwC in sinergia con il Dipartimento di economia aziendale dell’Università d’Annunzio Chieti- Pescara che studia la realtà economica regionale per offrirne una panoramica macroeconomica. Sotto la lente d’ingrandimento i diversi sistemi produttivi analizzati provincia per provincia, macrosettore per macrosettore, allo scopo di comprendere i cambiamenti in atto nel territorio e scoprire come le aziende stiano gestendo la transizione verso moderni modelli di business.
L’evento, il primo della serie “Top” organizzato da PwC in Abruzzo, ha permesso di sentire direttamente dalla voce degli imprenditori più dinamici del territorio soluzioni e strategie con cui affrontare le sfide dei prossimi anni, un’opportunità per discutere di ambiente, responsabilità sociale, energia green e tematiche del lavoro.
Ad aprire l’incontro, il saluto del sindaco di Pescara, Carlo Masci, che ha posto l’accento sulla necessità di creare sinergie sul territorio. Ricordando che Pescara è la seconda città d’Italia per numero di collegamenti a internet, ha sottolineato che «la transizione digitale sarà completa solo quando anche l’ultimo cittadino si potrà collegare a internet», utilizzando i servizi del Comune. «Si chiama democrazia digitale», ha concluso, «nessuno deve rimanere indietro».
GLI interventI
Il professor Francesco De Luca, direttore del Dipartimento di Economia aziendale dell’Università d’Annunzio che ha curato lo studio dei dati, ha poi illustrato nel dettaglio i risultati della ricerca. L’edizione abruzzese è uno dei 23 eventi organizzati a livello nazionale da PwC Italia, evento che avrà cadenza annuale per confrontare l’andamento dell’economia abruzzese da un anno all’altro, ha spiegato De Luca. Dopo aver esposto i criteri con cui è stata stilata la classifica, cioè il fatturato riferito al 2021, il professore ha illustrato l’analisi dei dati, rivelando la fotografia di un Abruzzo resiliente che è riuscita a superare la crisi della pandemia, con un sostenuto trend di crescita per l’87% delle aziende analizzate. La sfida, ha precisato De Luca, è nel riuscire a coinvolgere le piccole imprese, parte predominante dell’economia abruzzese, nella transizione ecologica. «L’Europa diventa via via più inclusiva nel coinvolgere anche le Pmi negli obblighi di rendicontazione», ha avvertito, «e anche le filiere saranno coinvolte in questo percorso». Un percorso inevitabile e vantaggioso visto che, come risulta da una ricerca Cerved, «più sostenibilità nelle aziende conduce a una maggiore facilità nell’accesso al credito», conclude De Luca.
LA TAVOLA ROTONDA
Di sostenibilità e di energie rinnovabili si è parlato nella prima tavola rotonda della mattinata, moderata dal giornalista del Centro Domenico Ranieri e da Caterina Fosci, partner PwC. Un focus sul nucleare l’ha fatto Luca Tosto, amministratore delegato del Gruppo Walter Tosto. «Il nucleare, seppure rifiutato dall’Italia con un referendum, fa già parte del nostro mix di energia», ha ricordato l’imprenditore. «Sono convinto che gli impianti a fusione di terza e quarta generazione, i cosiddetti Smr (small modular reactor, piccoli reattori modulari n.d.r), aiuterebbero a risolvere il problema energetico». Il Gruppo Tosto ha partner internazionali nel campo del nucleare del livello di Rolls Royce e General Electric, ha rivelato Tosto, «ma in Italia occorrerebbe un nuovo referendum».
Andrea Porchera, responsabile delle comunicazioni esterne di Renexia, ha preso la parola per parlare di energia eolica. «In Italia abbiamo le materie prime, sole e vento: una chance imperdibile per noi». Renexia è all’avanguardia nella costruzione e gestione degli impianti off-shore e soprattutto in quelli cosiddetti floating, galleggianti. Sarebbe importante, ha sottolineato Porchera, «l’innesco di una filiera innovativa che coinvolga tante imprese del territorio», a differenza di quanto accaduto con il fotovoltaico, dove avevamo «il know-how, ma abbiamo lasciato che il denaro andasse in Cina». Per Gennaro Strever, presidente della Cciaa Chieti-Pescara e ad di Metamer e Strever Spa, invece, sarebbe un grosso errore abbandonare l’idroelettrico. «Le rinnovabili sono l’integrazione al mix energetico, non la soluzione. Sole e vento non sono costanti. L’unica rinnovabile sempre attiva è l’energia idroelettrica, un autentico sistema ambientale».
Tutti poi hanno convenuto sulla necessità di instaurare sinergie tra pubblico e privato. «E con la scuola», ha precisato Tosto, «per formare le risorse lavorative che serviranno domani». «Il pubblico e il privato devono unirsi per creare un ecosistema normativo e programmatico», ha concluso Porchera, «la politica deve guardare avanti, serve un piano energetico che sia nell’ordine non di un anno, ma di decenni».
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